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Da S&P Global Ratings un misuratore degli Esg

“Miriamo a fornire un nuovo benchmark di sostenibilità caratterizzato da un approccio olistico e predittivo”, spiega Michael Wilkins, responsabile sustainable finance di S&P Global Ratings. Esg Evaluation si basa su analisi e dati provenienti da più fonti

S&P Global Ratings misura gli effetti futuri degli Esg sulle aziende

Michael Wilkins, managing director e responsabile sustainable finance di S&P Global Ratings

15|04|2019

Si è aperta una seconda fase di sviluppo del settore Esg, quella della parametrizzazione dei modelli di business legati ai criteri che stabiliscono un investimento sostenibile oppure no. Il tema è molto sentito Oltreoceano dove, dopo il lancio di un indice dedicato (il S&P 500 Esg), anche S&P Global Ratings si attrezza di un nuovo strumento per la misurazione della sostenibilità dei business: Esg Evaluation. 

La società di ricerche finanziarie e analisi di titoli azionari e obbligazioni ha elaborato questo parametro di riferimento per fornire un'analisi, intersettoriale e relativa sul modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance (Esg, appunto) potrebbero influenzare l’operatività futura di una organizzazione e portare a un impatto finanziario rilevante.
 
Esg Evaluation non è un rating di credito ma si fonda su un’analisi qualitativa dei dati delle performance Esg delle società e sulla loro capacità di essere preparate a rischi e opportunità future. Fondamentale sono il coinvolgimento delle società e le competenze degli analisti di S&P Global Ratings.
 
“Il nostro paramentro mira a fornire un nuovo benchmark di sostenibilità caratterizzato da un approccio olistico e predittivo”, spiega Michael Wilkins, managing director e responsabile sustainable finance di S&P Global Ratings. “Grazie alla profonda conoscenza delle aziende e dei vari settori sviluppata dagli analisti di S&P Global Ratings a livello mondiale, Esg Evaluation offre un ampio quadro dell'impatto che i fattori di sostenibilità possono avere sul futuro di una società”.
 
Esg Evaluation è oggi applicabile a società dei settori corporate e infrastrutture, oltre che ad alcuni settori della finanza pubblica (ad esempio trasporti ed energia) sia negli Usa che a livello globale. Nei prossimi mesi la sua applicabilità verrà estesa anche a banche, società di gestione del risparmio, istituzioni multilaterali, sanità pubblica, società del settore idrico e fognario e successivamente ai settori assicurativo, dell'edilizia popolare e dell'istruzione.
 
“Esg Evaluation nasce per soddisfare le richieste di investitori e società che sono alla ricerca di un'analisi approfondita del settore e della società stessa in base a un parametro che è diventato sempre più importante: la durevolezza delle practice ambientali, sociali e di governance di una determinata entità”, dichiara John Berisford (in foto, fonte Twitter), presidente di S&P Global Ratings.
 
Esg Evaluation si basa sui dati e le informazioni forniti da Trucost e S&P Global Market Intelligence, oltre che da enti pubblici e organizzazioni non governative, tra cui i principi delle Nazioni Unite per gli investimenti responsabili (Unpri) e il Carbon Disclosure Project (Cdp).
 
Il benchmark raccoglie anche le informazioni ottenute attraverso incontri diretti con il senior management delle società al fine di elaborare un punteggio e un report secondo la metodologia del parametro appena lanciato.
 
La valutazione finale Esg è il risultato di due componenti: Profilo Esg e Preparazione. La prima si concentra sull'attuale esposizione al rischio Esg di un’entità, determinata da una analisi diagnostica e un'analisi macro che si basa sull’Esg Risk Atlas di S&P Global Ratings.

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