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Amundi Etf, 5 miliardi di euro in meno per le azioni europee

L'asset manager pubblica la sua analisi trimestrale sugli Etf e rileva che, nonostante un lieve rallentamento a marzo, i flussi netti verso i fondi europei sono stati tutto sommato positivi. Il settore è trainato dai prodotti a reddito fisso

 Amundi Etf, 5 miliardi di euro in meno per le azioni europe

16.04.2019

Amundi Etf pubblica la sua analisi trimestrale sugli Etf e rileva che, nonostante un lieve rallentamento a marzo, i flussi netti verso i fondi europei sono stati tutto sommato positivi. Hanno infatti raggiunto i 25 miliardi di euro, principalmente grazie ai prodotti a reddito fisso che rappresentano oltre due terzi della raccolta complessiva.

Sul fronte azionario, le esposizioni globali sono in testa alla classifica, con 7 miliardi di euro di afflussi, seguite dai mercati emergenti. All'estremo opposto troviamo l'Europa, che ha subito deflussi per circa 5 miliardi di euro nel corso del trimestre. Nell'universo del reddito fisso, che rappresenta i 2/3 degli afflussi complessivi, i flussi sono ripartiti in maniera pressoché equa tra titoli governativi (+8,5 miliardi di euro) e debito societario (+7,5 miliardi).

I dati sui flussi netti di Amundi Etf da gennaio a marzo registrano una raccolta per le azioni Usa e nord-americane per oltre 850 milioni di euro. Molto bene anche le azioni dei mercati emergenti con quasi 830 milioni di euro. L’Europa è ben lontana con flussi netti per 230 milioni di euro. 

Nell’industria de Vecchio Continente degli Etf, Amundi ETF rimane tra i primi cinque operatori con quasi 45 miliardi di euro di masse in gestione e una raccolta netta pari a 1,75 miliardi di euro da inizio anno.

In Europa a marzo c’è stato un calo di valore del mercato azionario di 644 milioni. Un dato su cui pesa la tendenza generalizzata (che ha caratterizzato marzo) degli investitori europei ad acquistare azioni globali e vendere quelle dell’Eurozona. A livello di singoli paesi, Francia e Germania hanno subito deflussi, a beneficio dell'Inghilterra che ha registrato quasi 410 milioni di euro di nuove sottoscrizioni. In termini di allocazione settoriale, il bias è decisamente difensivo: i più privilegiati sono stati i beni non ciclici, mentre i finanziari sono in fondo alla classifica.

Lo stesso vale per gli smart beta: rileviamo flussi verso i fattori difensivi (quality e high dividend) e deflussi dai fattori size e multi-factor. L'interesse per gli investimenti Sri non si è esaurito, infatti gli Era in questa categoria hanno registrato una raccolta pari a quasi 200 milioni di euro nel corso di questo mese.

Le obbligazioni vanno un po’ meglio con un segno positivo per 5,8 miliardi. Per quel che riguarda il debito pubblico, i paesi emergenti continuano ad essere apprezzati dagli investitori con 1,5 miliardi di euro di afflussi netti, seguiti dai treasury Usa.

Sul fronte del debito societario, osserviamo una svolta positiva per l'Eurozona, con 2,3 miliardi di euro investiti nel credito investment grade e quasi 540 milioni di euro in obbligazioni high yield.

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