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Prestitimag, cessione del quinto in crescita di 7 miliardi

Lo strumento di prestito personale ha chiuso il primo semestre 2019 confermando il trend positivo dell'ultimo triennio. Un che trend tiene conto del giro economico relativo alle assicurazioni: si parla di un mercato di circa 400 milioni di euro

Prestitimag, cessione del quinto in crescita di 7 miliardi

16.04.2019

Crescono gli italiani che ricorrono alla cessione del quinto dello stipendio per ottenere prestiti personali. Lo rivela uno outlook realizzato da Immediapress Adnkronos in collaborazione con Prestitimag.it. Il trend è stato positivo nell'ultimo triennio e nel primo trimestre del 2019 trova conferma: se nel 2018 si è assistito ad un aumento di richieste del +11,5%, nel 2019 si stima un'ulteriore crescita del +15-20%, per una cifra che supera i 7 miliardi di crescita e circa 500 mila richieste.
 
Crescono anche i tassi di interesse. Come si spiega, allora, il successo di questa particolare forma di prestito? La cessione del quinto è un prestito a tasso fisso che non richiede garanzie immobiliari o patrimoniali. Si configura per la caratteristica di poter esser richiesto da chiunque abbia una busta paga fissa, quindi dai dipendenti pubblici, dai dipendenti privati e dai pensionati Inps e Inpdap.
 
La garanzia alla cessione del quinto è costituita dalla stessa busta paga o assegno pensionistico e dal Tfr maturato dal richiedente che deve possedere: la qualità di lavoratore a tempo indeterminato, una certa anzianità lavorativa e busta paga o assegno pensionistico. È proprio dalla busta paga che verrà prelevata automaticamente la quota mensile di rimborso pattuita, che è quantificata al massimo proprio in un quinto dello stipendio netto, come suggerisce lo stesso nome.

A tutela del lavoratore e della sua famiglia è previsto l'obbligo di sottoscrizione di un'assicurazione che garantisca, in caso di mancato pagamento per perdita del lavoro o in caso di morte, la copertura dell'importo ancora dovuto.
 
L'attuale positivo trend tiene conto del giro economico relativo alle assicurazioni: si parla di un mercato di circa 400 milioni di euro. Ecco spiegato il successo della cessione del quinto: assicurazione importante, velocità d'erogazione, rata mensile direttamente trattenuta in busta paga/pensione e che non può essere assolutamente modificata durante la durata di tutto il prestito.

La diffusione di questo strumento è dovuta anche al fatto che rappresenta uno dei prestiti più veloci sul mercato grazie anche alle novità introdotte negli ultimi anni: l'uso diffuso di e-mail e Whatsapp hanno reso facile e veloce l'invio della documentazione necessaria per avviare la pratica. Inoltre, la notifica via pec del contratto ha azzerato i tempi di risposta da parte delle amministrazioni pubbliche.

Attenzione però ai tassi di interesse, anch'essi in crescita nel 2019: il 25 di marzo il ministero dell'Economia e delle Finanze ha rilasciato i tassi effettivi globali medi (Tegm), applicabili dall'1 aprile al 30 giugno 2019. Per un importo fino a 15 mila euro il documento prevede un tasso medio 11,59%; oltre questa soglia il tasso passa 8,24 punti percentuali
 
Inoltre, maggiore è l'età del richiedente (soprattutto se pensionato), maggiore sarà il tasso: da un minimo del 8,6%, se si hanno meno di 59 anni e si richiede meno di 15 mila euro; a un massimo del 10% se si hanno 75-79 anni e si richiede più di 15 mila euro. Quindi, prima di scegliere la cessione del quinto, è meglio informarsi approfonditamente.
 
È intervenuta in merito anche la Banca d'Italia per assicurarsi che i clienti abbiano una reale capacità di restituzione del debito, richiedendo  alla rete distributiva e agli enti eroganti di applicare massima trasparenza sui costi del prestito.
 
Il cliente deve essere informato nel dettaglio circa le spese a cui andrà incontro accollandosi il prestito. I costi di una cessione del quinto, infatti, non sono relativi soltanto all'accensione della pratica e all'erogazione del denaro, ma anche quelli che si presentano nel corso del tempo, come per esempio l'eventuale estinzione anticipata. 
 
Per rispondere alle domande tipiche sulla cessione del quinto, lo studio di Immediapress si avvale della collaborazione di Marco Germanò, direttore editoriale e caporedattore dell'area editoriale sulla cessione del quinto di Prestitimag.it, uno dei portali storici sui prestiti personali in Italia.
 
Quale fascia d'età richiede di più la cessione del quinto? Nell'ultimo triennio i lavoratori e i pensionati italiani che hanno utilizzato questa risorsa sono stati: 350 mila nel 2015, 384 mila nel 2017, 420 mila nel 2017. Il 58% di chi vi ricorre è costituito da lavoratori dipendenti del settore privato, con una età media di 43 anni. Si tratta di circa 600 mila dipendenti, per una media di debito per i prossimi 7 anni. Gli adulti richiedono prestiti legati all'abitazione nel 27,7% dei casi, per un importo medio di 22.553euro.
 
Qual è l'importo medio richiesto? Fra i prestiti, la cessione del quinto ha registrato nel 2018 un aumento di richieste del +11,5% rispetto al 2016, per un importo medio di 15.700 euro. In particolare, il 9% delle richieste riguarda l'acquisto di mobili (importo medio richiesto 18.528 euro), il 18,5% la ristrutturazione (importo medio 24.565 euro).
 
A subire un aumento sono anche le richieste di prestito per consolidamento, che si attestano al 20% sul totale dei preventivi: questi finanziamenti vengono richiesti per saldare debiti accumulati in precedenza e hanno un importo medio pari a 28.192euro. Quando si richiede la cessione del quinto, a cosa occorre prestare attenzione? Prima di firmare il contratto, vanno lette sempre bene tutte le clausole.
 
Per trovare il massimo vantaggio, il trucco è sempre lo stesso: confrontare i prodotti presenti sul mercato per scoprire chi offre quelli più convenienti. Non bisogna neanche sottovalutare le spese accessorie che alla fine incidono molto sul totale: il costo complessivo del finanziamento, pur essendo a tasso fisso, può essere infatti molto alto (in media 15-20% con punte anche fino al 25%, a seguito di spese di intermediazione, di gestione e costi assicurativi). Ecco perché va sempre verificato il tasso effettivo Taeg che include sia le spese fisse che quelle accessorie. Inoltre, bisogna sempre valutare la sostenibilità dell'importo, in particolare se va a sommarsi ad altre rate.

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