trasparenza

Aduc: rendiconti fantasma, mettete in mora le reti

L'associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori va all’attacco di banche e gestori che non hanno ancora informato i propri clienti su costi e oneri. "Diffidateli"

L'Aduc e i rendiconti fantasma? Una messa in mora per svegliare le reti

I Ghostbusters, film del 1984 (immagine da YouTube)

19.04.2019

“Sai quanto hai pagato l’anno scorso per investire il tuo denaro? Te lo dico io, non lo sai!”. L’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc) va all’attacco di banche e reti di distribuzione che non hanno ancora provveduto a spedire ai propri clienti i rendiconti di costi e oneri. Un’attività di trasparenza nei confronti dei risparmiatori/investitori diventata obbligo con l’entrata in vigore con la direttiva europea Mifid 2.

È la stessa Consob a ribadirlo per iscritto, imponendo “in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, agli intermediari di fornire agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati ed agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento”. 

Per questo motivo l’Aduc invita i clienti ancora all’oscuro dei costi da affrontare a scrivere al proprio istituto di riferimento richiedendo la documentazione. Una diffida chiara e tonda.

“Nonostante una legge in vigore dal gennaio dello scorso anno”, scrive Aduc sul proprio sito, “l’informazione che investire i propri soldi in banca ha un costo annuo nell’ordine del 2% medio (cioè circa 2.000 euro ogni cento mila euro investiti) è ancora praticamente qualcosa di sconosciuto ai più”.

Vi chiediamo di inviare una copia della diffida anche a noi per contarci e organizzare un'azione di gruppo e costringere le banche a rispettare la legge

“Alcune persone sanno che possono esserci dei costi una-tantum. Molti s’immaginano che le banche, in qualche modo, ci guadagnino più di loro dai soldi che gli affidano, ma resta un’idea molto vaga, indimostrabile. E’ giunto il momento che le banche siano messe davanti ai loro obblighi di trasparenza che per oltre un anno intero hanno disatteso”, continua la lettera ai risparmiatori.

“C’è una cosa molto semplice che puoi e devi fare: chiedere ufficialmente alla tua banca di applicare la legge! Se non lo fa, sarà tenuta a risarcire i danni”.

Ti consigliamo di inviarne una copia, anche per posta ordinaria, alla Consob in modo che l’autorità di vigilanza sia informata”. E ancora: “Vi chiediamo di inviare una copia anche a noi, basta per posta elettronica semplice. Questo ci servirà a capire quante persone parteciperanno a questa iniziativa ed eventualmente a tenerli informati in modo da partecipare ad un’azione di gruppo per obbligare le banche ad applicare la legge”.

Per l’Aduc le banche sono responsabili di non essersi attrezzate per tempo, pur essendo consapevoli con largo anticipo dell’obbligo di trasparenza che era prossimo ad arrivare.
 
“Stanno accampando scuse relative alla difficoltà tecnica di elaborare i dati”, si legge ancora.Erano anni che sapevano che avrebbero dovuto attrezzarsi in merito.Secondo una interpretazione a loro stra-favorevole, l’obbligo di fornire questo dato, relativo all’anno 2018, potrebbe essere assolto entro tutto il 2019. In ipotesi, secondo questa loro tesi, a fine dicembre 2019 potrebbero comunicare i costi effettivamente sostenuti l’anno precedente”.
 
Della questione si era occupato il Sole 24 Ore poco tempo fa con un articolo ripreso da Investiremag. Il quotidiano aveva provato a sapere quanti operatori finanziari avessero provveduto a inviare i propri rendiconti ai clienti. L’esito dell’indagine ha portato ad un sostanziale buco nell’acqua: le uniche che avevano assolto all’obbligo erano state due società di asset management. 

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Cosa prevede Mifid 2? La comunicazione ai clienti di costi e oneri connessi ex ante e post investimento deve comprendere: le informazioni sui servizi d’investimento e sui servizi accessori; il costo dell’eventuale consulenza e
dello strumento finanziario raccomandato o offerto in vendita al cliente; le modalità di pagamento da parte del cliente, compresi i pagamenti a terzi. 

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