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First-Cisl: per salvare Carige coinvolgiamo i lavoratori

"I 320 milioni del Fondo interbancario non sono un prestito su cui guadagnare come dice Abi. Anche i dipendenti possono fare la loro parte con il Fondo per l’Occupazione". Il segretario generale dei bancari, Colombani, critica il comportamento che le grandi banche stanno avendo nei confronti dell'istituto salvato dal default

Al centro il presidente di Banca Carige, Pietro Modiano, insieme agli altri commissari straordinari dell’istituto, Fabio Innocenzi (a sx) e Raffaele Lener (a dx)

Al centro il presidente di Banca Carige, Pietro Modiano, insieme agli altri commissari straordinari dell’istituto, Fabio Innocenzi (a sx) e Raffaele Lener (a dx)

23.04.2019
 
Prestito o liberalità? Si apre la polemica sui 320 milioni di euro che il presidente Pietro Modiano ha recuperato a fine 2018 per la sua messa in sicurezza di Banca Carige, attraverso lo schema Volontario del fondo interbancario di tutela depositi (Fitd). Un’operazione che fu richiesta dall’istituto per evitare undefault derivante dal rischio che stavano correndo 9 miliardi di depositi protetti.
 
Di recente Antonio Patuelli, presidente di Abi, ha definito la cifra un prestito e non una liberalità da parte degli istituti di credito che hanno partecipato alla raccolta con propri versamenti. Gli risponde a distanza il segretario generale di First-Cisl, Riccardo Colombani (in foto).
 
Altro che prestito. “Patuelli viene contraddetto dal fatto che alcune banche hanno azzerato a bilancio il loro versamento allo schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi”, commenta il segretario generale dei bancari della Cisl. “Intesa ha portato a zero i 65 milioni investiti, lo stesso ha fatto il Banco Bpm coi suoi 27,6 milioni. Azzerati anche i 6,6 milioni di Mediolanum, i 5,3 Popolare di Sondrio e i 4,4 di Creval, mentre Ubi ha svalutato del 90% i suoi 24,4 milioni, riducendoli ad appena 2,4”.
 

Le banche si aspettano che BlackRock, formulando un’offerta per Carige, dia loro di ritorno i soldi, lasciando però scoperti i lavoratori, le imprese clienti e le comunità locali

“Noi crediamo invece nel rilancio di Carige”, continua Colombani. “Le banche che già hanno preteso dall'istituto l’esorbitante tasso di interesse del 16%”, a “non fare la figura degli speculatori di breve periodo e si trasformino in impact investors capaci di generare un positivo impatto sociale. Così come proponiamo facciano i lavoratori del settore bancario che potranno investire le somme, che giacciono inutilizzate nel Fondo per l’Occupazione, in Carige con una gara di solidarietà a tutela del lavoro”.
 
“Ci saremmo aspettati”, prosegue il sindacalista, “che i banchieri si sarebbero occupati non tanto di recuperare frettolosamente il finanziamento a Carige, quanto di garantire le ricadute sui territori, sulle economie locali e sull’occupazione provocate da ipotesi di pesantissimi tagli di personale e sportelli e di massicce cessioni dei crediti delle imprese in temporanea difficoltà”. Eppure il Fitd sembrava vedere un rilancio della banca ligure, “dato che ha svalutato solo 65,9 dei 318,2 milioni investiti nel bond di Carige, e dunque meno delle svalutazioni complessive delle banche aderenti”.
 
Colombani fa il punto sul comportamento che “le grandi banche” protagoniste della messa in sicurezza di Carige stanno avendo. “Unicredit ha resistito alla tentazione di azzerare l’investimento, rettificandolo del 30%, passando da 53 a 37,3 milioni; mentre Mps riporta a bilancio un’esposizione verso lo Schema Volontario del Fitd per 14,5 milioni a fronte dei 15 investiti. Sono solo del 4% anche le svalutazioni di Bper e Banca Generali che avevano dato rispettivamente 13,9 e 2,3 milioni, mentre Fineco ha fatto scendere il valore del 30%, da 9,5 a 6,7 milioni. Ora”, continua il segretario Fisrt Cisl, “le banche sembrano aver paura della conversione in azioni e dunque annunciano di aspettarsi che BlackRock, formulando un’offerta per Carige, dia loro di ritorno i soldi, lasciando però scoperti i lavoratori, le imprese clienti e le comunità locali”. Ricordiamo che il mega fondo di investimenti statunitense, BlackRock, è attualmente l’unico interlocutore dell’istituto nel suo tentativo rinforzare la propria base proprietaria, come richiesto da Bankitalia che, all’indomani del salvataggio tramite il Fitd, fece esplicito riferimento alla necessità di una fusione.
 
“Non ci piace per niente”, dice Colombani riferendosi alla strategia messa in campo dagli istituti che partecipano al Fitd. “Possiamo invece rilanciare Carige investendo in parte o in tutto il tesoretto inutilizzato dei 165 milioni versati al Foc dai lavoratori. Se le banche vogliono proprio fuggire dalle proprie responsabilità possono cedere le loro quote di bond ai lavoratori bancari e magari a quelle realtà sociali che siano anch’esse disponibili a un investimento di lungo periodo, capace di generare un favorevole impatto sociale prima di un rendimento finanziario”, conclude il segretario della First Cisl.
 
 
 
 

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