martedì, 27 Febbraio 2024

L’Italia nel 2040 secondo Moody’s: un ospizio a cielo aperto

L’invecchiamento demografico è un dato assodato. In base ai numeri dell’Istat tra 21 anni un italiano su cinque avrà 65 anni; per l’agenzia di rating il Paese potrà contare su cinque milioni di lavoratori in meno. La finanza? Sarà concentrata sul ramo assicurativo

23.04.2019

L’Italia nel 2040? Sarà il Paese più vecchio del pianeta. Non si tratta della trama di un film ambientato in un futuro distopico ma quello che lasciano immaginare gli attuali dati Istat sull’invecchiamento degli ambitanti del Bel Paese (un italiano su cinque avrà 65 anni) e quelli dell’agenzia Moody’s, relativi ai riflessi di questo adamento demografico sull’economia. Effetti molto diversi in base alle caratteristiche che la vita assume oltre i sessant’anni. 

Non a caso, riporta La Repubblica, il vice presidente dell’agenzia di rating, Ernesto Bisagno, afferma che “alcuni comparti aziendali italiani, come trasporti, ristoranti, abbigliamento e calzature, soffriranno perché gli anziani spendono meno in queste cose”, mentre aziende come quelle del “settore alimentare, assistenza medica e assistenza domiciliare potrebbero effettivamente beneficiare”.

Inevitabile sarà la concentrazione del mercato finanziario su comparti assicurativi e depositi bancari. Diminurà invece l’indotto  legato al mondo credito.  

Aumenteranno i consumi dimestici che potranno essere compensati almeno in parte dai “miglioramenti tecnologici in tema di efficienza energetica”. Guai in vista per il real estate: diminuirà l’esigenza di comprare nuove case effetto che verrà sentito soprattuto dai grandi centri urbani, meta di studenti e di coloro che cercano lavoro. 

Di un invecchiamento di massa ne risentiranno i conti pubblici che dovranno fare fronte a un maggiore numero di pensioni da erogare e di servizi sanitari specifici dell’età avanzata.

L’Italia viaggerà di meno, quindi ci saranno meno clienti per le compagnie aeree e saranno meno automobili sulle strade. Le entrate dirette di questi settori e quelle dei rispettivi indotti subiranno riflessi inevitabili.

Il mondo del lavoro sarà sempre meno popolato. Mood’s calcola che la popolazione lavorativamente attiva, da qui al 2040, calerà del 13% (cinque milioni di lavoratori in meno). 

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