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La tecnologia è il pane della gestione attiva

“Solo con la gestione attiva è possibile scegliere i titoli tecnologici giusti. E non è facile. La selezione dei titoli per un portafoglio basato sull’innovazione richiede un approccio non ortodosso". L'analisi di Matthew J. Moberg, vicepresidente di Franklin Equity Group

Selezionare l’innovazione è pane per la gestione attiva

 24.04.2019

“Il ritmo della distruption sta accelerando nel panorama degli investimenti. Le società un tempo considerate estremamente interessanti possono soffrire a causa della disintermediazione e i loro prodotti o servizi diventare obsoleti. Molte industrie si trovano dinanzi a sfide”. Matthew J. Moberg (in foto), vice presidente di Franklin Equity Group, parla anche in qualità di portfolio manager, research analyst nella società di investimenti.

Lo fa per parlare degli effetti di quella che è letteralmente la disintermediazione tra il servizio/bene che offre un’impresa e il suo destinatario: il cliente/utente. La tecnologia che sta trasformando ogni ambito, dalla logistica alle fasi produttive. 

Non esistono soltlanto Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google/Alphabet. La scelta deve essere orientata verso le imprese innovative e dotate di sostenibilità 

“Sul fronte dei trasporti, concorrenti meno costosi e più rapidi stanno ripensando a come movimentare persone e beni, mentre nella vendita al dettaglio, la concorrenza online sta spingendo al ribasso i prezzi e limitando il potere di determinazione dei prezzi delle tradizionali imprese fisiche”.

“In ambito manifatturiero le aziende adottano soluzioni digitali e analisi dei dati e usano robotica e intelligenza artificiale per creare nuove efficienze significative”.

“Osserviamo una serie di impedimenti strutturali a una forte crescita del prodotto interno lordo (Pil) nell’economia globale, inclusi livelli elevati di debito nelle economie primarie, profili demografici sfavorevoli nei mercati sviluppati, mancanza di volontà politica in materia di attuazione di serie riforme strutturali, nonché crescenti rischi geopolitici, tanto per citare alcuni esempi”.

“In questo previsto contesto di crescita bassa e lenta, riteniamo che gli investitori premieranno le società dotate di propulsori di crescita idiosincratici e di capacità di incrementare ricavi e utili indipendentemente dalla crescita del Pil esistente, gestendo cambiamenti duraturi del modo in cui interagiamo con amici e familiari, acquistiamo e paghiamo beni e servizi, curiamo le nostre malattie e trascorriamo il nostro tempo libero”.

L’innovazione è pervasiva e sono stati compiuti progressi significativi in campi quali biotecnologie, robotica, intelligenza artificiale, tecnologie wireless 5G, stampa 3D, veicoli a guida autonoma, nanotecnologie e altro ancora. Il nostro team prevede che nei prossimi cinque-dieci anni quattro piattaforme di crescita genereranno un notevole valore economico”.

“In prospettiva, riteniamo che:

• la robotica possa teoricamente trasformare le modalità di produzione dei beni;

• il sequenziamento genico e i dispositivi impiantabili siano destinati ad avere un profondo impatto nel settore dell’assistenza sanitaria;

• il blockchain, valute virtuali e pagamenti elettronici concorrano a rendere le transazioni più sicure e pratiche;

• la guida autonoma, veicoli elettrici ed economia della condivisione siano probabilmente in grado di modificare non solo le nostre modalità di trasporto, ma anche dei nostri consumi di energia e carburanti”.

“In ciascuna di queste industrie, possiamo applicare le nostre collaudate competenze per ricercare le innovazioni che riteniamo atte a offrire prospettive di crescita di lungo termine e le maggiori opportunità d’investimento. “Miriamo a investire in società sostenibili all’avanguardia dell’innovazione. Ma se quasi ogni azienda vanta credenziali nell’area dell’innovazione, come facciamo a identificare quelle realmente in grado di generare una crescita duratura?”.

Per investire nell’innovazione è necessaria la gestione attiva. “Il nostro processo di ideazione è duplice. Avendo sede nella Silicon Valley, possiamo interagire con alcuni dei maggiori innovatori mondiali. Il nostro team è in costante contatto con i leader di varie industrie, impegnato a leggere e incontrare aziende pionieristiche per capire tecnologie e idee all’avanguardia dotate di potenziale trasformativo”.

“Al contempo, i nostri analisti si dedicano alla ricerca sui titoli sulla base dei fondamentali. La ricerca meticolosa ci aiuta a sviluppare una profonda comprensione delle società da noi esaminate. I nostri analisti hanno una specializzazione settoriale, che consente loro di seguire da una a tre industrie correlate e di coprire circa 50–70 titoli. Incontrano il management, parlano con i clienti, analizzano il contesto competitivo e acquisiscono una profonda dimestichezza con i prodotti o i servizi offerti. Gli analisti si servono inoltre di svariati metodi di valutazione per definire un obiettivo di prezzo. Ricercano società con management di qualità superiore, forti posizioni finanziarie e vantaggi competitivi sostenibili”.

“A nostro avviso, è difficile selezionare l’innovazione. I multipli di valutazione storici e comparabili possono non essere utili. La selezione dei titoli per un portafoglio basato sull’innovazione richiede un approccio non ortodosso. Il team deve condurre ulteriori ricerche sulle società scambiate al di sopra dei multipli storici, anziché al di sotto, in quanto la strategia ricerca variazioni positive, come per esempio l’accelerazione della dinamica dei prezzi o degli utili”.

“Nel comporre il mosaico che porta a una decisione d’investimento esaminiamo i fattori che prospettano un profilo di crescita sostenibile. Tali fattori possono comprendere il ritmo di adozione da parte degli utenti e il potenziale mercato totale per un prodotto o servizio innovativo. La combinazione di queste ricerche approfondite con la capacità di individuare temi in cui rileviamo opportunità rappresenta a nostro avviso la strategia ottimale per perseguire un apprezzamento di capitale di lungo termine basato sull’innovazione”.

“Siamo convinti che solo mediante la gestione attiva sia possibile identificare e sfruttare questi punti di flessione. La nostra esperienza di gestori attivi, forti di anni di analisi degli impatti dell’innovazione, ci avvantaggia consentendoci di identificare le società che offrono i nuovi prodotti, processi e servizi più promettenti, valutandoli adeguatamente nel contesto del nostro portafoglio alla luce della nostra percezione evolutiva del rapporto rischio/rendimento”.

Riteniamo che l’innovazione sia destinata a durare e ad alimentare la crescita nei prossimi anni. Nel contesto di crescita bassa e lenta che abbiamo registrato dalla fine della crisi finanziaria globale dieci anni fa, è emerso un premio per le società che beneficiano di propulsori idiosincratici di crescita. Queste società rispondono alle modalità evolutive con cui acquistiamo, comunichiamo, viaggiamo, usiamo le tecnologie e viviamo le nostre vite.

I titoli tecnologici non sono soltanto i Faang. Il nostro livello di convinzione in merito ai cosiddetti titoli Faang (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google/Alphabet) è stato profondamente diverso da quello del mercato in generale nell’ultimo decennio. Tuttavia, ciò non significa che la nostra visione dei Faang nel loro complesso sia scettica. Il vantaggio della gestione attiva è la nostra capacità di effettuare allocazioni basate sul nostro livello di convinzione in merito al ritmo di innovazione di ogni azienda e alla sostenibilità della crescita da essa generata.

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