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conti 2019

Amundi, l'utile cresce del 22% rispetto al 2018

La società di asset management ha raggiunto un utile netto di 235 milioni di euro, in aumento del 6,4% rispetto al primo trimestre 2018 e del 22,4% rispetto al quarto trimestre 2018

Amundi, l'utile cresce del 22% rispetto al 2018

Yves Perrier, ceo di Amundi

29.04.2019

Numeri in positivo per Amundi a conclusione del primo trimestre del nuovo anno. La società di asset management comunica di aver raggiunto un utile netto contabile di 235 milioni di euro, in aumento del 6,4% rispetto al primo trimestre 2018 e del 22,4% rispetto al quarto trimestre 2018. La parola d’ordine è “resilienza” davanti ai timori in crescita negli investitori verso il fattore rischio.
 
L’utile netto adjusted di Amundi è pari a 247 milioni di euro, in aumento del 3,2% rispetto al primo trimestre 2018 e del 10% rispetto al quarto trimestre 2018. Le commissioni di gestione nette pari a 621 milioni di euro, in aumento dello 0,9% rispetto al primo trimestre 2018 e dello 0,6% rispetto al quarto trimestre 2018. Mentre il rapporto cost/income pari a 50,9%, stabile rispetto al primo trimestre 2018 e in miglioramento di 1,6 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2018.
 
“Con un netto miglioramento della redditività, questo primo trimestre è in linea con la tabella di marcia e gli obiettivi dichiarati per il 2020”, commenta Yves Perrier (in foto), ceo di Amundi. “L'integrazione di Pioneer è finalizzata. In un contesto di persistente avversione al rischio, l’inversione di tendenza nelle sottoscrizioni di prodotti a medio lungo termine dimostra la capacità di Amundi di soddisfare le esigenze dei clienti, attraverso il continuo miglioramento delle proprie soluzioni e grazie alla presenza internazionale”.

Buone performance anche sul fronte della business activity. 

Al 31 marzo 2019, le masse gestite di Amundi ammontano a 1.476 miliardi di euro, con un incremento del 3,6%

rispetto alla fine del 2018, grazie ad un effetto mercato positivo. I flussi netti stabili verso le attività a medio lungo termine, sia nel segmento retail che in quello istituzionale: +8,4 miliardi di euro, esclusa la re-internalizzazione di un mandato specifico in Italia.
 
I deflussi netti complessivi pari a 6,9 miliardi sono dovuti a: deflussi consistenti dai prodotti monetari (- 9,0 miliardi di euro); e la re-internalizzazione (a gennaio) di un mandato istituzionale specifico in Italia (-6,3 miliardi di euro).

Il segmento retail ha registrato una ripresa delle attività a medio lungo termine (+2,4 miliardi di euro nel primo trimestre 2019 contro +0,1 miliardi di euro nel quarto trimestre 2018), trainate dalle reti internazionali (+2,6 miliardi di euro) grazie alle gestioni patrimoniali in Italia e alle joint venture asiatiche (+0,8 miliardi di euro, in particolare in India e Corea).

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