mercoledì, 28 Febbraio 2024

Fincredit Confapi: “Tutelare i Confidi per tutelare le Pmi”

Il presidente Massimo Nobili si dice preoccupato dall’abolizione della lettera “R” della legge Bassanini. È un pericolo “sia per i confidi e gli operatori che lavorano al loro interno, che per le piccole e medie imprese che hanno visto nei confidi uno strumento facilitatore per accedere ai finanziamenti”

29.04.2019

Si prospetta un futuro incerto per i consorzi di aziende che aiutano le imprese a offrire garanzie in cambio dell’accesso al credito. Di certo non tranquillizza quanto inserito del decreto legge Crescita. Lo dice in modo chiaro Massimo Nobili, presidente di Fincredit Confapi, una delle sette federazioni rappresentative del sistema dei Confidi italiani (le altre sei: Fedart Fidi, Federascomfidi, Federconfidi, Federfidi, Asscooperfidi, Creditagri Coldiretti).
 
“Va rivalorizzato il ruolo dei confidi, come attenuatori di sistemi automatici delle imprese che non possono diventare di per sé una discriminante per l’accesso al credito, se mai di ausilio”, dice Nobili in una nota dell’Adnkronos. Inoltre, “il dl crescita, che introduce l’abolizione della lettera ‘R’ della Bassanini ci preoccupa non poco, sia per i confidi e gli operatori che lavorano al loro interno, che per le Pmi che hanno visto in questi anni nei confidi uno strumento facilitatore per accedere ai finanziamenti”.
 
E ancora: “I sei mesi concessi alle regioni che già applicano la lettera ‘R’ per superarla e renderla non più operativa, crediamo sia un tempo troppo limitato e penalizzante per il sistema del credito e per i modelli autorizzativi presenti in quelle Regioni”, continua . Ci auguriamo, pertanto, che nel percorso parlamentare ci possano essere dei correttivi e soprattutto, un serio confronto con le federazioni dei Confidi, e da subito invitiamo l’onorevole Zicchieri ad incontrarci per meglio comprendere le rispettive posizioni”.
 
Ricorda Nobili, infatti, come “il credito in determinate regioni, tra cui Veneto, Lombardia e Toscana, è calato tra il 2009 e il 2017 per le piccole imprese in assoluto del 20%, a prescindere dall’applicazione o meno della lettera ‘R’. Inoltre”, continua il presidente di Fincredit Confapi, “il credito si continua a contrarre in particolare nei confronti delle Pmi che mostrano un rating peggiore”.

Secondo Massimo Nobili, inoltre, “la crescita a dismisura dell’operatività del Fondo di Garanzia negli anni dal 2012 ad oggi non è stata in grado di contrastare la contrazione del credito alle Pmi che, per fidi globali accordati fino ad 1 milione di euro, hanno visto il credito contrarsi tra il 20% e il 25%, tanto nelle Regioni dove vigeva la lettera ‘R’ che meno”.
 

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