il mercato del risparmio gestito

Kairos, Anima e Arca, protagoniste di possibili fusioni

Al centro del panorama c'è la boutique di Julius Baer, a cui guarda non solo Mediobanca. Anima, da cacciatore potrebbe diventare preda. Lo sa bene Arca che potrebbe farsi presto avanti

Kairos, la punta dell'iceberg della stagione delle fusioni per le sgr

30.04.2019

Chi crede che la stagione delle fusioni, annunciata come imminente, riguardi solo gli istituti di credito si sbaglia di grosso. Anche le società del risparmio gestito, sull’onda degli obblighi di trasparenza previsti da Mifid2 che portano inevitabilmente a maggiori spese, si stanno muovendo.
 
Il mercato m & a delle sgr vede in prima linea Kairos, “la  boutique fondata da Paolo Basilico venti anni fa, ora al 100% di Julius Baer” (in foto), scrive oggi La Repubblica in un focus dedicato a possibili fusioni e acquisizioni nel mondo del risparmio. Le offerte non vincolanti raccolte da Goldman Sachs, non mancano e si punta a chiudere l’operazione entro l’anno.

Per il quotidiano La Repubblica a spingere le sgr verso operazioni m&a sono anche i maggiori costi che derivano dagli obblighi di trasparenza previsti da Mifid2

I venditori avrebbero fissato il prezzo a 450 milioni, ben al di sopra delle possibili offerte che valutano Kairos di grande peso più per la compagine dei suoi gestori che per le masse gestite. Alla boutique del risparmio è interessata prima di tutto Mediobanca, ma per il quotidiano ci sarebbero anche “Natixis, Pictet e alcuni fondi di private equity (tra cui Apax Partners, TA Associates e Oaktree Capital Group).
 
Anche Anima potrebbe essere interessata anche se deve fare i conti sia con l’instabilità del sistema Italia (paese in cui i suoi affari sono concentrati) e sia con un titolo che, dopo aver perso il 35% rispetto all’anno scorso, ha recuperato soltanto 10,5 punti percentuali.
 
“Inoltre, nel 2018 è arrivato a scadenza il mandato decennale con Axa, che ha ritirato le masse”. Per questo motivo il gestore dell’ad Marco Carreri, in questa fase di mercato, più che acquirente potrebbe diventare acquisito.

Gli addetti ai lavori parlano di avvicinamento tra Anima e Arca (sgr partecipata da Bper e Banca Popolare di Sondrio).  “Di sicuro nelle prossime due settimane verrà affidato un mandato ad un advisor strategico – dovrebbe essere Mc-Kinsey – per trovare una mission industriale, anche con un possibile approdo in Borsa. L’assetto attuale, dopo la riorganizzazione societaria post liquidazione delle due banche venete ( che avevano insieme il 40% di Arca) difficilmente durerà”.
 
Azimut, stando a quanto ribadito più volte dal presidente Pietro Giuliani, è fuori da strategie di acquisizioni e fusioni.  

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