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Luxottica, il socio Lgim vuole l'allargamento del cda

Legal&General Im appoggia la richiesta di nomina di tre nuovi consiglieri indipendenti, avanzata dall'associazione dei dipendenti Essilor e dai fondi di investimento guidati da Comgest

Luxottica, il socio Lgim vuole l'allargamento del cda

Leonardo Del Vecchio, fondatore e presidente di Luxottica

Legal&General Investment Management prende posizione nel braccio di ferro che vede la compagine societaria di EssilorLuxottica divisa in due fazioni: da una parte i soci francesi e dall’altra la proprietà storica del marchio che fa riferimento al patron del gruppo, Leonardo Del Vecchio.
 

Riteniamo che la nomina di consiglieri indipendenti con una prospettiva differente permetterà al Consiglio di trovare una soluzione all’insegna della collaborazione

"Lgim voterà a favore della risoluzione degli azionisti", scrive la società, da molto tempo socia del gruppo, "per nominare tre nuovi consiglieri presentati dalla cordata di Comgest e da Valoptec (l'associazione dei dipendenti della società) all'assemblea generale del 2019. Riteniamo che la nomina di consiglieri indipendenti con una prospettiva differente permetterà al Consiglio di trovare una soluzione all’insegna della collaborazione".
 
Lgim sostiene, quindi, la richiesta di allargamento del cda con la nomina di ulteriori tre esponenti indipendenti; richiesta avanzata dall'associazione dei dipendenti Essilor, la Valoptec, e dai fondi di investimento (Baillie Gifford, Edmond de Rothschild Asset Management, Fidelity International, Guardcap, Phitrust e Sycomore Asset Management), capitanati da Comgest.
 
“Legal & General Im”, continua la nota, “nutre forti preoccupazioni per le controversie nel consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica. Come azionisti di lungo periodo, vogliamo che i problemi del cda siano risolti il prima possibile per ridurre al minimo l'impatto sul processo di integrazione, l’attuazione di sinergie e la ricerca di un nuovo ceo. Lgim si aspetta che il consiglio di amministrazione delle nostre partecipate adotti best practices di corporate governance e promuova il successo sostenibile e a lungo termine dell'azienda”.
 
Non è chiaro quanto potrebbe pesare lo schieramento della società di investimento sugli equilibri interni dato Delfin, la holding di Del Vecchio, detiene da sola il 31% della proprietà. Un punto non chiaro, anche perché Lgim preferisce non dichiarare la percentuale detenuta. Quello che è certo è che il confronto tra proprietà italiana e transalpina, finito di ricente alle vie legali, non è ancora molto lontano da una risoluzione.

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