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Bankitalia: "Aumentano i rischi per la stabilità finanziaria"

Le banche restano "vulnerabili a evoluzioni avverse dei titoli pubblici", anche se la pulizia dei crediti scaduti sta aiutando il sistema. Lo scrive l'istituto nel suo report

Bankitalia: in aumento i rischi per la stabilità finanziaria

Ignazio Visco, governatore di Banca d'Italia

06.05.2019

Mentre l'Eurostar ci dice che in Italia il numero di persone in situazione di disagio economico si è ridotto di un milione (dai 6,1 milioni del 2017 ai 5.035.000 del 2018), sul fronte finanziario le notizie non sono altrettanto postive. 

Lo spread fra Btp e Bund, sebbene sia sceso rispetto al picco di novembre, resta "più alto rispetto ad aprile del 2018" e le banche italiane "sono vulnerabili a evoluzioni avverse del mercato dei titoli pubblici, anche se l'impatto sul patrimonio delle variazioni dei corsi è inferiore rispetto al passato". 

Le banche italiane sono vulnerabili a evoluzioni avverse del mercato dei titoli pubblici, anche se l'impatto sul patrimonio delle variazioni dei corsi è inferiore rispetto al passato 

E' quanto afferma la Banca d'Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria secondo cui "un aumento di 100 punti base della curva dei rendimenti determinerebbe un calo dell'indice di patrimonio Cet1 di circa 40 punti base; 10 in meno rispetto a giugno".

Nel 2018, di questi tempi, il differenziale tra titoli italiani e tedeschi segnava quota 120; il mese scorso, i punti di distanza tra i due paesi erano 252, oggi siamo a 262. Ben 130 punti base in più. 

La difficile situazione del credito italiano, pieno zeppo di titoli di stato, è attenuata dalla pulizia che le banche hanno avviato da tempo. "Prosegue a ritmi sostenuti lo smobilizzo dei crediti deteriorati", scrive Bankitalia.

Nella seconda metà del 2018 ne sono stati ceduti 35 miliardi, portando il totale dell'anno a 55 miliardi. A fine anno i deteriorati netti erano 90 miliardi e il rapporto con il totale dei prestiti era sceso al 4,3 per cento al netto delle rettifiche. Il rapporto stima che potrebbe scendere al 3,9 per cento entro la fine del 2019 e al 3,1 nel 2021.

"I rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla congiuntura economica internazionale sono in aumento" e "le previsioni sulla crescita del Pil sono state riviste al ribasso anche in Italia". Questo il monito della Banca d'Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria secondo cui "l'alto livello del debito pubblico rende l'economia italiana esposta alle tensioni sui mercati finanziari e riduce la capacità della politica di bilancio di sostenere l'attività produttiva di fronte a fasi di rallentamento".   

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