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Foti: “Fineco può camminare con le proprie gambe. Noi leader europei del Fintech”

Dopo la nota di Unicredit che pone le basi per l’indipendenza della banca-rete, parla l’ad e dg. Che fa il punto sulle nuove piattaforme tecnologiche destinate a trasformare e potenziare l’attività dei consulenti finanziari e la capacità di servizio ai clienti, l’attenzione al filone Esg, la crescita nel lending e del portafoglio medio dei professionisti

Foti: “Fineco può camminare con le proprie gambe. Noi leader europei del Fintech”

Alessandro Foti, ad e dg Fineco

Il comunicato congiunto diffuso stamattina ha fatto rumore anche oltre i confini della comunità finanziaria nazionale. Per la banca-rete guidata Alessandro Foti si prospetta un cammino solitario nelle praterie del risparmio gestito. Il quando si vedrà, ma potrebbe essere anche a breve come spiega l’amministratore delegato e direttore generale dell’istituto di Piazza Durante.
 
Foti, la strada verso l’indipendenza di Fineco da Unicredit è ufficialmente aperta. Ma quando questo traguardo potrebbe concretizzarsi?

Questo lo può dire solo l’azionista di controllo, Unicredit. Dal comunicato si evince che c’è anche la possibilità che ciò potrebbe avvenire a breve anche se non è specificato il timing. FinecoBank è in grado di camminare con le proprie gambe? Sì può andare avanti da sola, se dovesse uscire dal gruppo è una società che già oggi gode di una sua piena autonomia da molti punti di vista. Gli aspetti di attenzione ci sono e sono stati oggetto di questo pre-agreement: il portafoglio titoli Unicredit detenuto da Fineco, l’accesso agli Atm di Unicredit e il marchio che potrà essere utilizzato fino al 2032 in maniera gratuita. Marchio verso il quale si potrà eventualmente esercitare anche un’opzione di acquisto prima di quella data. 

leggi anche: Fineco, prove tecniche di indipendenza

Cambiamo tema e parliamo dei progetti in corso: quali sono i vantaggi della nuova piattaforma che combinerà cyborg advisory e big data analytics? Quando verranno lanciate?

Siamo vicini a un passaggio epocale, il terzo di cui siamo stati protagonisti sinora: siamo stati i pioneri dell’online, poi abbiamo per primi proposto un servizio con uno stretto rapporto tra consulenti finanziari e digitale. Stiamo per approcciare una terza fase rivoluzionaria che permetterà di mettere assieme in modo assolutamente inedito la gestione dei dati al servizio del soddisfacimento finanziario del cliente con le soluzioni più adeguate per lui.

Questo è un passo avanti verso la totale personalizzazione delle proposte ed è un salto quantico dal punto di vista della produttività e della efficienza produttive. Con la nuova piattaforma il cf sarà messo in condizione di gestire in maniera molto più efficace un numero decisamente superiore di clienti e di asset, così da aumentare la redditività in un contesto di margini decrescenti. Non solo: abbiamo anche in previsione una piattaforma di coworking che permetterà ai cf di condividere clienti e portafogli, iniziando a lavorare realmente in team. Anche questo va in direzione dell’aumento della produttività e di mettere a fattor comune le diverse competenze dei cf.  Le due piattaforme saranno pienamente operative a inizio 2020 ma alcune funzionalità saranno rilasciate già nella seconda parte del 2019.
 
Insomma vi aspetta un futuro radioso nel fintech…

Di fatto Fineco è già adesso la realtà fintech di maggior successo in Europa. Siamo una fintech company che realizza grandi volumi producendo ricavi e profitti. Quante fintech promettono mari e monti, magari realizzando anche volumi interessanti ma poi i ricavi e profitti sono lungi da vedersi…
 
Tutto il settore della consulenza finanziaria è attentissimo agli sviluppi del fenomeno Esg. E voi?

Noi ci siamo già da tempo su questo filone, più del 20% degli asset sono investiti in fondi Esg e 2mila dei nostri 7mila fondi fanno riferimento all’universo sostenibile.  Entro la fine del primo semestre lanceremo nuovi fondi multitematici che andranno a toccare temi caldi e di grande trend, come l’invecchiamento della popolazione, le risorse del pianeta, il cambiamento climatico.
 
Lo sviluppo dell’attività di lending è frutto dell’attività dei consulenti finanziari? Se sì sarebbe un fatto sorprendente visto che impieghi e attività di raccolta si combinano generalmente non in modo ottimale nel consulente finanziario, che privilegia concentrarsi sulla sola raccolta…

Infatti. Il mondo del lending è prevalentemente guidato dalla banca per quanto attiene mutui e prestiti personali. La parte del credit lombard, che è garantita dagli asset del cliente, prevede invece l’intervento del consulente finanziario.
 
Il portafoglio medio dei vostri consulenti finanziari ha raggiunto quota 25 milioni. È un risultato che vi soddisfa così o è destinato ad aumentare?

Il processo di crescita del portafoglio medio è destinato senza dubbio ad aumentare. Basti un dato per fare le opportune valutazioni: nel primo trimestre 2019 l’88% raccolta è stato conseguito dalla rete in essere, appena il 12% invece dal reclutamento. Questo vuol dire che la banca grazie alla sinergia con i suoi cf riesce a crescere in modo organico e questo favorisce la previsione di un aumento dei portafogli medi dei nostri professionisti.
 
Parliamo dei rendiconti 2018, il cui ritardo nella consegna ai clienti è la nota stonata nell’applicazione della Mifid 2, rimandando il tanto auspicato tassello della trasparenza. Li avete già inviati alla clientela? Sono emerse criticità?

Non ancora ma saranno spediti alla clientela all’inizio dell’estate.
 

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