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Processi d'investimento integrati, un futuro già presente

"Il modello ideale è quello di una piattaforma capace di gestire gli investimenti dall’immissione degli ordini (front) fino alla loro esecuzione e contabilizzazione (back)". L'analisi del ceo Klaus Holse

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07.05.2019

“Front-to-back is the new black. Spinti dalla rapida ascesa degli strumenti alternativi, che presentano nuovi costi e sfide, gli asset manager toccano sempre più con mano i benefici delle soluzioni end-to-end, che supportano le attività di business dall’inizio alla fine”. Analisi a cura di Klaus Holse, ceo di SimCorp.

Tutti i fornitori di software stiano cercando di farsi spazio nel mercato per offrire una soluzione in grado di coprire l’intero ciclo di vita degli investimenti

Con l’aumentare del volume dei dati e la complessità degli strumenti alternativi, diventa cruciale accorpare operazioni d’investimento frammentate e costose. In questo contesto altamente competitivo, la tecnologia occupa un ruolo fondamentale. Pertanto, il modello operativo ideale è quello supportato da una piattaforma capace di gestire gli investimenti dall’immissione degli ordini (front) fino alla loro esecuzione e contabilizzazione (back).

É interessante vedere come tutti i fornitori di software stiano cercando di farsi spazio nel mercato per offrire una soluzione in grado di coprire l’intero ciclo di vita degli investimenti. Secondo il Traders Magazine, dal 2015 sono stati spesi ben 10 miliardi e mezzo per sette importanti acquisizioni. L’anno scorso, l’industria ha assistito all’acquisto di Charles River Development da parte di State Street, mentre a fine marzo BlackRock ha annunciato l’acquisto della piattaforma per gli investimenti alternativi eFront da Bridgepoint, al prezzo di 1,3 miliardi di dollari.

Uno degli aspetti più frustranti per gli asset manager è, inoltre, quello di armonizzare i dati esterni con quelli interni ed é anche per questo che crediamo che una piattaforma consolidata come quella Ibor offra la soluzione migliore

SimCorp con il suo One system for a complex world è presente già da vent’anni sul mercato con una piattaforma unica, l’investment book of record (Ibor), che copre dal front al back office e gestisce dati multi-asset coprendo l’intera catena del processo d’investimento. Non é pertanto una sorpresa che anche BlackRock si stia muovendo verso questa richiesta che viene dal mercato di soluzioni front-to-back e, quindi, di integrazione delle piattaforme.

Tuttavia, la sfida cruciale per BlackRock sarà proprio quella di venire a capo dell’infrastruttura di eFront prima di poterla incorporare. Già quando BlackRock aveva acquistato Bgi da Barclays, la rivista Fortune aveva riferito che "BGI si è rivelata una sfida tanto impegnativa che il lavoro è arrivato a termine solo dopo tre anni.”

Spesso, nei progetti di integrazione, è molto complesso mettere insieme tecnologie e architetture differenti. Il progetto eFront dovrà sembrare a BlackRock come un déjà vu e sarà interessante vedere come lo affronteranno. Per come la vedo io, sono possibili due strade. Una che prenderà molto tempo, denaro e risorse per integrare ogni singolo aspetto. L’altra con cui invece la tecnologia di eFront sarà integrata mediante interfacce.

Quest’ultima opzione sarebbe certamente più rapida ma risolverebbe soltanto alcune delle sfide del flusso di lavoro in essere. Inoltre devono evitare assolutamente interruzioni di servizio per quei clienti che operano su una delle due piattaforme.

Uno degli aspetti più frustranti per gli asset manager è, inoltre, quello di armonizzare i dati esterni con quelli interni ed é anche per questo che crediamo che una piattaforma consolidata come quella Ibor offra la soluzione migliore per far fronte agli ostacoli derivanti dai costi operativi e dalla mancanza di agilità.

Infatti, grazie all’utilizzo di un’unica fonte di dati si eliminano i costi operativi di imprecisioni del dato a favore di una maggiore trasparenza che consente di sfruttare elementi a valore aggiunto, come la business intelligence, per scelte di investimento più consapevoli.

Crediamo che alimentare le operazioni di outsourcing, piuttosto che supportarle semplicemente, rappresenti il modo migliore per rispondere alle esigenze delle aziende del risparmio gestito, creando un ecosistema d’investimento a più elevato valore aggiunto.

Questo consente di offrire il meglio dei due mondi: una tecnologia d’investimento ricca di funzionalità in un modello esternalizzato. Kas Bank e Société Générale sono solo alcune delle realtà con cui SimCorp ha stretto delle partnership per dare vita ad un’integrazione dei sistemi. Questi sodalizi offrono un servizio di alta qualità ai clienti dando loro accesso a nuove tecnologie, dalla gestione multi-asset e alle funzionalità per il front-office.

La gara è iniziata e, anche se i contendenti si stanno riducendo sempre più, le soluzioni, anche se apparentemente simili, offrono opportunità molto diverse. Ora è compito delle aziende del risparmio gestito decidere quale soluzione semplificherà al meglio le loro operazioni di investimento, per offrire il massimo livello di efficienza. In futuro, sono convinto che chi investe nell'innovazione e offre le soluzioni end-to-end più complete, con un’integrazione senza sbavature dalla gestione del portafoglio fino alla contabilità, offrirà agli asset manager la migliore partnership possibile.

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