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conti 2019

Ubi Banca, utile in crescita di quasi 3 miliardi

Nel primo trimestre 2019, il risultato della gestione operativa si è attestato a 315,9 milioni, in crescita rispetto ai 249,7 milioni registrati nel 4trim2018 e ai 302,3 del primo trimestre 2018

Letizia Moratti, presidente di Ubi Banca

Letizia Moratti, presidente di Ubi Banca

08.05.2019
 
Il consiglio di amministrazione di Unione di Banche Italiane Spa (Ubi Banca) ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre del 2019, che includono gli effetti della prima adozione dell’Ifrs16. I risultati consolidati del gruppo Ubi includono, a partire dall’1.1.2019, gli effetti dell’adozione dell’IFRS16, che comporta una diversa contabilizzazione delle operazioni di leasing in essere sia dal punto di vista economico che patrimoniale.
 
Dal punto di vista dei risultati economici, l’esito dell’adozione dell’IFRS16 è incluso nei risultati al 31.03.2019, mentre non sono stati pro-formati i periodi di raffronto (1trim2018 e 4trim2018) che risultano comunque confrontabili dato il modesto impatto dell’introduzione del nuovo principio contabile. Per quanto riguarda invece gli andamenti patrimoniali, i dati al 31.03.2019 vengono confrontati con i dati all’1.1.2019, riesposti per tener conto dell’impatto dell’IFRS16.
 
Il primo trimestre del 2019 si è chiuso con un utile al netto delle componenti non ricorrenti di 124,9 milioni rispetto ai 121 del primo trimestre 2018 e ai 41,8 del quarto trimestre 2018. L’utile netto contabile si è attestato a 82,2 milioni, influenzato dall’accordo sindacale, e si raffronta con un utile netto di 117,7 milioni nel primo trimestre 2018 e di 215,1 milioni – inclusivo di una componente di imposte positive per 186,4 milioni - nel quarto trimestre 2018.
 
Nel primo trimestre 2019, il risultato della gestione operativa si è attestato a 315,9 milioni, in crescita rispetto ai 249,7 milioni registrati nel 4trim2018 e ai 302,3 del primo trimestre 2018, per l’effetto congiunto del buon andamento dei proventi operativi, pari a 920,6 milioni (+6,3% vs 4trim2018 e pressoché stabili vs primo trimestre 2018) e del contenimento degli oneri operativi, attestatisi a 604,8 milioni (-1,9% vs quarto trimestre 2018 e -2,9% vs primo trimestre 2018).

Nel dettaglio, il margine d’interesse, nonostante una penalizzazione di -2 milioni derivante dall’introduzione dell’IFRS16 nel 1trim2019, si è attestato a 445,6 milioni (+1% vs quarto trimestre 2018 e +1,8% vs primo trimestre 2018), con le seguenti componenti:
 
1. Al netto degli impatti propri dell’applicazione dell’IFRS9, il margine derivante dall’attività di intermediazione creditizia con la clientela si è attestato a 383 milioni (incluso l’effetto di -2 milioni derivante dall’IFRS16) rispetto ai 381 milioni circa del quarto trimestre 2018 (che contava due giorni in più rispetto al primo trimestre 2019) e ai 380 del primo trimestre 2018, nonostante minori volumi medi di impiego.
 
La strategia di salvaguardia degli spread posta in atto a partire dal secondo semestre 2018 ha infatti
dispiegato i suoi effetti nel corso dei primi tre mesi del 2019. Il mark up delle nuove erogazioni di crediti a medio-lungo termine è risultato in crescita e superiore a quello degli impieghi in scadenza, mentre il costo del funding è rimasto pressoché stabile in termini di mark down rispetto al 4trim2018, nonostante le nuove emissioni sui mercati istituzionali.
 
Conseguentemente, la forbice clientela8 è salita a 176 punti base dai precedenti 173 e dai 170 nel 1trim2018, con effetto positivo sull’andamento del margine da intermediazione con la clientela.
 
2. Il contributo delle attività finanziarie si è attestato a circa 44 milioni, pressoché invariato rispetto al quarto trimestre 2018.
 
3. Il risultato dell’attività sull’interbancario, che comprende tra l’altro il beneficio del TLTRO2, parzialmente compensato dal costo degli abbondanti depositi di liquidità mantenuti presso la Bce, ammonta a -7,9 milioni nel 1trim2019 rispetto ai -6,2 milioni del quarto trimestre 2018 (+1,7 milioni del primo trimestre 2018), con un differenziale negativo che riflette la maggior attività in pronti contro termine con controparti istituzionali.

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