martedì, 20 Febbraio 2024

Istat, il mattone resta la ricchezza degli italiani

Le famiglie conservano una ricchezza di 9.743 miliardi. Gli immobili hanno un valore pari a otto volte quello del reddito da lavoro. La ricchezza delle imprese cresce in tre anni di 177 miliardi

10.05.2019

La ricchezza delle famiglie e delle società non finanziarie”, il report pubblicato oggi dall’Istat, rivela che le famiglie italiane presentano una ricchezza lorda complessiva di 9.743 miliardi di euro. Una cifra che sembra porle avanti, nella classifica europea, alle famiglie tedesche ma anche davanti alle canadesi, statunitensi e francesi.
 

Le proprietà immobiliari corrispondono a 5.246 miliardi dei 9.743 che compongono la ricchezza complessiva lorda

Ma questa sarebbe una conclusione affrettata. L’istituto nazionale di statistica fotografa un’Italia composta da nuclei familiari aggrappati alle proprietà immobiliari, mentre il reddito derivante dal lavoro va erodendosi. Tanto che gli immobili valgono otto volte il reddito da lavoro.  
 
Andiamo per ordine partendo dai macro valori dell’indagine. Dal 2015 al 2017 abbiamo assistito ad un calo costante della ricchezza in valori assoluti. La china si è interrotta nel 2017, per arrivare, tre anni fa, ad una crescita di 98 miliardi (+1%), e all’impennata attuale.
 
Come dicevamo, questa montagna di soldi è legata alle abitazioni di proprietà delle famiglie, il cui valore rappresenta il 54% di quei 9.743 miliardi (nel periodo 2005-201, la percentuale era di 47). Ciò vuol dire che le proprietà immobiliari corrispondono a ben 5.246 miliardi. Senza dimenticare che il valore del real estate residenziale italiano ha perso valore per 0,7 punti percentuali rispetto all’anno scorso.

Le attività finanziarie delle famiglie italiane sono cresciute rispetto al 2018, raggiungendo la soglia dei 4.374 miliardi

Entrando nel merito di queste cifre, l’Istat ci spiega che le attività finanziarie delle famiglie italiane sono cresciute rispetto al 2018, raggiungendo la soglia dei 4.374 miliardi. Questo ha permesso di rinforzare i portafogli, in particolare grazie al mercato azionario che incide per il 2,6%. Risultati che vanno a tamponare, almeno in parte la perdita di valore delle case.
 
Le aziende non finanziarie sono anche loro vittime dell’erosione del valore dei propri immobili anche se loro ricchezza lorda è cresciuta in tre anni di 177 miliardi, grazie all’incremento dell’11,9% dell’attività finanziaria.

Il ricorso ai titoli per recuperare risorse per investimenti è pari a 1.233 miliardi, mentre la loro condizione debitoria a fine 2017 era pari al 45% delle attività non finanziarie (in calo medio del 0,6% dal lontano 2005). 

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