lo studio Capgemini-Efma

Compagnie assicurative troppo lente rispetto ai rischi emergenti

Il 37% dei clienti è disposto a condividere dati aggiuntivi in cambio di un migliore controllo del rischio, ma solo il 27% delle assicurazioni utilizza i dati in tempo reale

assicurazione

Il nuovo World Insurance Report 2019 di Capgemini ed Efma rivela che i clienti delle compagnie assicurative temono sempre più che la propria copertura non sia sufficiente per i rischi emergenti, dalla sicurezza informatica alle minacce ambientali.

I rischi emergenti individuati dallo studio sono legati a: cambiamenti climatici, progressi tecnologici, tendenze sociali e demografiche in evoluzione, nuovi bisogni in ambito sanitario e cambiamenti del contesto di business

Le compagnie assicurative, dal canto loro, sono meno pronte al cambiamento rispetto ai loro clienti, la maggior parte dei quali desidera una protezione più completa e dinamica. Allo stesso tempo, esiste un'opportunità significativa per gli assicuratori che possono sfruttare la tecnologia e le partnership per anticipare i macro-trend e diventare dei partner più propositivi per i loro clienti.

Il report individua cinque macro-trend che stanno generando rischi emergenti sia per i clienti delle compagnie assicurative sia per le loro attività di business: cambiamenti climatici, progressi tecnologici, tendenze sociali e demografiche in evoluzione, nuovi bisogni in ambito sanitario e cambiamenti del contesto di business.

A livello globale meno del 25% dei clienti corporate e meno del 15% di coloro che detengono un’assicurazione privata, afferma di poter contare su una copertura assicurativa sufficiente a proteggerli contro uno qualsiasi dei rischi emergenti che nascono da questi macro-trend. Meno del 40% degli assicuratori ramo vita e salute ha dichiarato di aver costituito una pipeline di nuovi prodotti per offrire una copertura completa ai rischi emergenti. 

L'83% dei clienti delle assicurazioni private ha un’esposizione medio/alta agli attacchi informatici ma solo il 3% è ampiamente coperto

La lenta risposta alle minacce emergenti ha creato notevoli gap nella copertura assicurativa per i clienti esposti a tali rischi. A partire da quell'83% dei clienti delle assicurazioni private che ha un’esposizione medio/alta agli attacchi informatici e alla perdita dei propri risparmi, e di cui soltanto il 3% è ampiamente coperto da questi eventuali rischi.

Tra i clienti corporate le cose non vanno meglio. L'81% sostiene costi sanitari crescenti per i lavoratori a fronte dei quali solo il 17% può contare su una copertura adeguata; l'87% è, invece, a rischio di attacchi informatici e solo il 18% ha una copertura soddisfacente; quasi il 75% è minacciato dalle crescenti catastrofi naturali, per le quali solo il 22% è effettivamente coperto.

I clienti mostrano di essere maggiormente preparati al cambiamento rispetto alle compagnie stesse: il 55% dei clienti ha dichiarato di essere pronta a esplorare nuovi modelli assicurativi, ma appena il 26% delle assicurazioni sta investendo in questo senso.

Il 37% dei clienti ha affermato di essere altamente disposto a condividere dati aggiuntivi in cambio di un migliore controllo del rischio e servizi aggiuntivi, ma solo il 27% delle assicurazioni utilizza i dati in tempo reale per scopi legati ai modelli di rischio.

Gli assicuratori devono rispondere alle nuove minacce e alle aspettative dei clienti, abbracciando nuove tecnologie, come machine learning, intelligenza artificiale e advanced analytics, e siglando nuove partnership.

I progressi sono stati raggiunti in modalità differenti nelle diverse aree geografiche: la maggioranza (57%) ha fatto leva su intelligenza artificiale, machine learning e advanced analytics, solo il 29% ha implementato l’automated risk assessment; solamente il 20% ha puntato sulla tecnologia che permette di generare insight in tempo reale attraverso i dispositivi IoT.

Il progresso tecnologico deve essere accompagnato anche da un cambiamento di mentalità. Gli assicuratori devono fare un passo avanti nelle aree in cui svolgono tradizionalmente il ruolo di “payer”, divenendo al contempo partner e prevenendo i rischi, lavorando a più stretto contatto con i clienti per ridurre i rischi e fornire servizi on demand.

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