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Credito e indipedent advice, flirt o amore duraturo?

Dal lontano 2007, anno di entrata in vigore della Mifid 1, si sono registrati pochi e isolati tentativi da parte dei gruppi bancari di introdurre servizi di investimento a basso tasso “di conflitto di interessi”. A cura di Vincenzo Bafunno, consulente

Credito e indipedent advice, flirt o amore duraturo?

13.05.2019

Dal lontano 2007, anno di entrata in vigore della Mifid 1, si sono registrati pochi e isolati tentativi da parte dei gruppi bancari di introdurre servizi di investimento a basso tasso “di conflitto di interessi”. Dodici anni più tardi, con l’avvento della Mifid 2, sia pure introdotta in modalità non radicalmente risolutiva, la coriacea e compatta resistenza al cambiamento dei principali attori del settore sembra mostrare qualche crepa. 

Negli ultimi mesi alcuni importanti gruppi bancari hanno comunicato l’ingresso nel segmento dei servizi di consulenza indipendente anche tramite la costituzione di sim dedicate.  È realmente un segnale competitivo di svolta nelle logiche di servizio alla clientela (almeno di fascia elevata) o solo un tentativo di introdurre timidi sensori in un segmento di mercato che potrebbe evolvere secondo logiche non ancora chiare (B2C o B2B)? È presto per dire se sarà “vera gloria”. 

Tre sono gli elementi secondo i quali misurare la concreta solidità di queste iniziative. In primo luogo la capacità di sviluppo commerciale autonomo rispetto alle reti di vendita esistenti. Dato anche il principio della completa separatezza gestionale e organizzativa sancito dalla Mifid 2, non sarà possibile canalizzare il servizio tramite o a supporto delle reti distributive “captive”, né tantomeno utilizzare il servizio come “ultima spiaggia” per trattenere clienti non soddisfatti o pronti a cambiare.

In secondo luogo la reale innovatività dei metodi finanziari e dei processi di consulenza adottati che richiederanno non solo significativi investimenti in Ict, ma soprattutto in formazione continua e altamente qualificata lungo le direttrici di finanza evoluta, psicologia comportamentale e conformità regolamentare (soprattutto fiscalità comparata).

In ultimo, ma non certamente per ultimo, la capacità organizzativa nella ricerca, selezione e formazione di risorse di altissima qualificazione, nella predisposizione di nuove logiche di remunerazione e incentivazione, e nella predisposizione, articolazione e conduzione di team multidisciplinari a servizio della clientela. 

(*consulente di direzione; articolo pubblicato sull'edizione di Investire di aprile)

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