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L'ok del parlamento britannico alla proroga della Brexit non è scontato

"L’offerta dell’Ue di rinviare la Brexit al 31 ottobre ha prolungato l’incertezza sull’intera vicenda. E i mercati odiano l’incertezza". L'analisi di David Zahn, head of European fide income

brexit

14.05.2019

“La Brexit potrebbe essere rinviata di nuovo. L’Unione Europea ha concesso più tempo al Regno Unito per decidere in che modo intende uscire. Sebbene la misura possa impedire una “no-deal Brexit” a breve termine, si limita a spostare semplicemente i problemi nel futuro”. L’analisi di David Zahn, head of European fide income di Franklin Templeton.
 

Mentre gli investitori attendono un esito, i titoli di Stato del Regno Unito resteranno verosimilmente ambiti

L’offerta dell’Unione Europea di rinviare la Brexit al 31 ottobre ha prolungato anche l’incertezza sull’intera vicenda. E i mercati finanziari odiano l’incertezza. A nostro avviso, questa offerta di proroga è un altro caso in cui le autorità la stanno tirando per le lunghe. Non sembra esservi alcun accordo su come giungere a una conclusione.
 
Il risultato più evidente è la persistente incertezza per i mercati. Questo probabilmente significa che la sterlina resterà sotto pressione, subendo i capricci delle notizie politiche del giorno. Mentre gli investitori attendono un esito, i titoli di Stato del Regno Unito resteranno verosimilmente ambiti.
 
Una “no-deal Brexit” rimane una possibilità. Alla base della richiesta del Regno Unito di una proroga della Brexit e della concessione della Ue sembra esservi il desiderio di evitare una no-deal Brexit. Resta il fatto che una no-deal Brexit continua a essere una possibilità.
 

Una delle condizioni dell’offerta di proroga è che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee. Questo irriterà ancora di più i fautori della linea dura sulla Brexit

Anche se l’Europa ha concesso una proroga, questa deve ancora essere ratificata dal Parlamento britannico. Non lo riteniamo scontato come molti invece prevedono. Una delle condizioni dell’offerta di proroga è che il Regno Unito partecipi alle elezioni del Parlamento Europeo di maggio.
 
Questo irriterà probabilmente ancora di più i fautori di una linea dura della Brexit e a nostro avviso sarà necessaria un’opera di persuasione per far approvare la misura alla Camera dei Comuni. E persino la lunga proroga non elimina la possibilità di una no-deal Brexit, che in assenza di sviluppi positivi potrebbe avvenire alla fine del periodo di proroga.
 
Incertezza sul futuro del governo del Regno Unito. Sebbene nel contesto attuale il Partito Conservatore non abbia chiaramente alcun interesse a indire elezioni generali, è difficile che Theresa May (in foto con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk) conserverà il mandato di Primo ministro del Regno Unito alla luce di una lunga proroga della Brexit. A nostro parere, avrebbe potuto sopravvivere fino alla fine di giugno se l’UE avesse accolto la sua richiesta di una breve proroga.
 
Ora ci aspettiamo invece che si faccia da parte ed è molto probabile che le redini verranno prese da un ancora più acceso sostenitore di una Brexit “dura”. Questa situazione comporterebbe un approccio diverso alle trattative con l’Europa.
 
L’Europa ha ribadito che non rinegozierà le condizioni, ma le circostanze potrebbero cambiare nei prossimi sei mesi.Durante quel periodo, prevediamo che la persistente incertezza contribuirà verosimilmente a una maggiore volatilità, sia nei mercati che a livello politico.

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