scenari

Il ramo vita salva (ancora una volta) l'assicurativo

In questo inizio anno il comparto è tornato sopra quota 100 miliardi, in ripresa dopo le contrazioni degli ultimi due anni e con una crescita per i premi del ramo I del 6%

assicurazione vita

Negli ultimi mesi, nonostante il grande rimbalzo del 2019, l’incertezza ha ugualmente già lasciato un segno sui mercati e sono in molti ad aver riaperto l'ombrello delle polizze vita. Infatti la raccolta premi del comparto Vita, che comprende i contratti tradizionali e quelli con un cuore finanziario - le united linked - , è tornata sopra quota 100 miliardi, in ripresa dopo le contrazioni degli ultimi due anni e con una crescita per i premi del 6% per i premi del ramo I che rappresenta il 65% circa del totale delle masse.

Con l'obiettivo primario di proteggere il capitale, i contratti assicurativi collegati alle gestioni separate costituiscono infatti un'opportunità importante. Il rendimento medio ottenuto lo scorso anno è poco sopra il 3%

Con l'obiettivo primario di proteggere il capitale, i contratti assicurativi collegati alle gestioni separate costituiscono infatti un'opportunità importante. Il rendimento medio ottenuto lo scorso anno è poco sopra il 3%; questo in quanto, in base alla normativa vigente i titoli inclusi nella gestione separata sono valorizzati al prezzo di acquisto  sino a quando non vengono venduti.

Con questa modalità in apparenza le polizze di ramo I non risentono delle fluttuazioni dei prezzi che invece si manifestano quando si ha in gestione un solo titolo, un fondo attivo o passivo. Ne consegue una forte stabilità dei rendimenti, una caratteristica ulteriormente tutelata da un recente provvedimento dell'Ivass, che ha introdotto la possibilità per le compagnie di realizzare un "fondo utili". Un contenitore di profitti entro cui far confluire parte delle plusvalenze ottenute, con funzione di riserva, da spalmare sui risultati della gestione in anni di basse performances.
 
In molti casi i rendimenti vengono consolidati , di anno in anno: con questa modalità, qualora la polizza avesse una garanzia di ritorno, il capitale investito non può mai ridimensionarsi. Chi avesse così  investito 35 anni fa in una gestione separata avrebbe ottenuto un rendimento medio annuo dell'8,4% e con una volatilità annualizzata del 5,5%. Ovviamente si parla di performance lorda.
 

A parità di condizioni meglio scegliere gestioni separate di dimensioni importanti e poste in essere da anni, in quanto scontano una minore volatilità di rendimenti e flussi

A fronte di alcuni vantaggi evidenti bisogna però considerare anche i costi, che possono essere abbastanza elevati. In ogni caso le performance delle gestioni separate sono destinate a scendere, a mano a mano che i titoli giungono a scadenza, sostituiti da nuove obbligazioni con rendimenti decisamente più bassi. A parità di condizioni meglio scegliere gestioni separate di dimensioni importanti e poste in essere da anni, in quanto scontano una minore volatilità di rendimenti e flussi.
 
In un anno positivo per la raccolta Vita il primato spetta comunque alle polizze multi-ramo: strumenti che propongono una combinazione tra la componente assicurativa tradizionale con rendimento minimo garantito (ramo I) e quella unit linked (ramo III) con la possibilità di 'switchare' da una all'altra. La raccolta rappresenta un terzo del totale dei premi .

Il successo delle soluzioni 'ibride' va interpretato anche alla luce del periodo di debolezza attraversato dalle polizze negli anni 2016 e 2017 . Nelle prime settimane del 2019 un'ulteriore accelerazione del 9% circa: nonostante a ripresa dei mercati azionari le sottoscrizioni delle polizze assicurative procede a ritmo decisamente determinato
 

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