martedì, 20 Febbraio 2024

Mutuionline.it, le compravendite restano la voce principale nel mercato dei mutui

Le richieste di mutuo per l’acquisto della prima casa passano dal 43,2% dell’anno scorso al 54,8% di quest’anno

L’Italia rimane un paese appassionato del mattone per via dei tassi storicamente bassi e perché considerato, da sempre, strumento che offre maggiori garanzie quando i mercati finanziari minacciano instabilità. Contribuiscono anche le incertezze legate all’attuale panorama politico, le incognite sul dopo Brexit e l’aspro confronto commerciale Cina-Stati Uniti.

Ancora in salita, per il quarto anno consecutivo, l’importo medio erogato, a 127.483 euro nel 2019 dai 124.780 dell’anno scorso, in progressivo recupero verso i massimi del 2010-2011

È quanto emerge dall’Osservatorio mutui di MutuiOnline.it, dal quale, su base annuale aggiornata ad aprile, spicca la forte accelerazione delle richieste di mutuo per l’acquisto della prima casa, passate al 54,8% del totale dal 43,2% dell’anno precedente, tornate così sui massimi degli ultimi sei anni.

Le compravendite recuperano quindi il loro naturale peso primario sul mercato mutui. Si registra invece la contestuale caduta delle richieste di surroga ai minimi dal 2013, al 34,3% del totale dal 46,8% del 2018, dopo i volumi record degli ultimi anni e la conseguente, graduale riduzione del restante bacino di mutui esistenti per i quali possa essere utile la surroga.

Ancora in salita, per il quarto anno consecutivo, l’importo medio erogato, a 127.483 euro nel 2019 dai 124.780 dell’anno scorso, in progressivo recupero verso i massimi del 2010-2011. Da notare anche la graduale riduzione della differenza tra importo medio richiesto ed erogato, che si distaccano ormai di poche migliaia di euro e denotano una maggiore finanziabilità delle esigenze della clientela da parte delle banche.

Per quanto riguarda i tassi, che ormai da diverso tempo viaggiano sui minimi storici, l’Osservatorio MutuiOnline.it mette in evidenza la riduzione dello spread tra il tasso fisso e quello variabile.

Prendendo in considerazione le rilevazioni annuali della media per i mutui a 20 e 30 anni, risulta che quest’anno il tasso fisso – in costante ribasso dal top del 6,02% registrato nel 2012 – viene indicato all’1,85%, in calo dall’1,92% del 2018. Il variabile, per contro, è salito allo 0,88% dallo 0,83% dell’anno scorso. E il divario si è ulteriormente ridotto in aprile, con i tassi medi rispettivamente all’1,80% e allo 0,90%.

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