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Per Robeco il fintech manderà in pensione il contante anche in Europa

Mobilità elettrica e servizi finanziari online al centro dell'incontro di ieri tra Robeco con la stampa nella sede di Milano

Per Robeco il fintech manderà in pensione il contante anche in Europa

Dopo aver cambiato la vita dei consumatori, la tecnologia è prossima a cambiare anche il volto degli investimenti. È questo l’approccio che Robeco ha avuto ieri mattina nel presentare alla stampa, nella sua sede milanese, la sua lettura dei tre megatrend che stanno diventando sempre più centrali nel mondo finanziario: fintech e mobilità. Entrambi orientati verso un approccio sostenibile.

L’incontro, introdotto da Marcello Matranga, responsabile Italia di Robeco, si è aperto con l’intervento di Henk Grootveld, head of trends investing equity. "Solo il 4% delle azioni Usa è stato responsabile della creazione di ricchezza sul mercato azionario statunitense nel periodo 1926-2016. In altre parole, nel corso degli anni, ci sono stati molti più perdenti che vincitori sul mercato azionario”.

Una asimmetria che si riflette anche nella distribuzione dei guadagni tra le società. “Negli ultimi tempi”, continua Grootveld, “le migliori società hanno assorbito il 90% dell’intero profitto, mentre le restanti erano a malapena redditizie, o in perdita. In Robeco, crediamo fortemente che tale squilibrio persisterà in futuro data la natura mutevole della nostra economia e della nostra società”.  

In Italia i pagamenti si basano per l’85% sul cash, percentuale che scende al 25 nei paesi nordeuropei. In Cina e in India il cash è ormai molto marginale (J. van Oerle)

Il responsabile degli investimenti in equity sintetizza i cambiamenti che ci attendono in tre megatrend: tecnologia, cambiamenti sociodemografici e tutela pianeta. “Seppur con difficoltà, le aziende esistenti devono adattarsi a tali cambiamenti per sopravvivere. Con un’esperienza di oltre un decennio, abbiamo sviluppato un insieme di strumenti di analisi non convenzionali, eclettici ed ampi che ha portato a risultati di investimento all'avanguardia basati sulla ricerca”.
 
Il portfolio manager per il global fintech equity, Jeroen van Oerle, prendendo la parola, ha subito chiarito un punto essenziale: “Il fintech non è un hype ma qualcosa di concreto che le imprese stanno usando ricavandone profitto reale”.
 
Dai blockchain ai sistemi di pagamento sia materiali (come gli atm) che immateriali, le società che si affidano alla digitalizzazione dei servizi finanziari sono sia le piccole che le grandi e in alcune regioni del pianeta stanno mandando in soffitta il contante.
 
“In Italia i pagamenti si basano per l’85% sul cash, percentuale che scende al 25 nei paesi nordeuropei”, fino ad arrivare in Cina e India, dove i pagamenti avvengono quasi esclusivamente via cellulare se non attraverso impronta digitale. “Complice la poca diffusione di infrastrutture fisiche, i mercati emergenti si stanno distinguendo per la diffusione capillare dei servizi digitali, che stanno dando accesso al credito anche alle popolazioni di aree remote”, ha spiegato van Oerle.
 
Come rivelato il mese scorso da uno studio, il robo advisor, ossia l’automatizzazione dei processi di investimento, per il momento, è un settore che non è riuscito ancora ad attecchire in Europa, al contrario di altri paesi, a partire dagli Usa.  

Se nel 2015, 100 kilowatt costavano 1.200 euro, il portfolio manager per la smart Mobility, Thiemo Lang, prevede che nel 2021 questo costo scenderà a 600 euro

L’addetto al fintech di Robeco, non a caso, ha chiarito che gli investimenti guidati dall’intelligenza artificiale rappresentano un mercato che guardano con interesse “ma con un approccio di medio-lungo respiro, perché non è ancora chiaro quale sarà il suo sviluppo”.
 
Un altro fattore che pesa sul rallentamento della cavalcata della finanza digitale nel Vecchio Continente, è quello della regolamentazione, “per il momento non all’altezza del potenziale degli investimenti”. Anche se “la tutela dei dati e la sicurezza della privacy sono al centro dello sviluppo dei sistemi di finanza digitale, proprio per rispettare gli alti standard richiesti dai mercati sviluppati”.
 
L’ultimo intervento è stato quello di Thiemo Lang. Il portfolio manager RobecoSAM smart mobility ha annunciato l’inizio di una nuova epoca per la mobilità sia delle merci che delle persone. L’epoca dell’elettrico. Tra i dati forniti dal manager, forse, i più esemplificativi sono quelli relativi all’andamento dei costi di produzione dei motori di veicoli elettrici. Se nel 2015 100 kilowatt costavano 1.200 euro, nel 2021 è previsto un costo di produzioni pari alla metà, 600 euro.
 
Le previsioni di Robeco partono dall’attuale numero di auto elettriche in circolazione sul pianeta, pari a 2 milioni. Entro il 2030, un autoveicolo su tre venduti avrà questa caratteristica. Una previsione interessante per la società, se si tiene presente che Robeco, con la sua strategia sulla smart mobility, investe nei sia sui produttori di veicoli elettrici e sia su fornitori di componenti e sottosistemi (per esempio, il powertrain elettrico), fornitori di sensori e i responsabili della gestione dei dati necessari per guida autonoma e connettività trasparente. Senza dimenticare i costruttori e gli integratori di infrastrutture di ricarica, nonché i servizi legati alle vetture elettriche come la mobilità condivisa e le consegne automatizzate.

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