lo studio di unirec

Il tasso di recupero crediti di finanza e banche è fermo al 7 e al 9%

Secondo il report dell'associazione imprenditoriale, il totale dei crediti recuperati l'anno scorso stato di 7,8 miliardi, con una crescita del 5%. La migliore performance è della PA

Il tasso di recupero crediti di finanza e banche è fermo al 7 e al 9%

L’Unirec, associazione di categoria delle imprese per l'assistenza del recupero crediti, pubblica gli ultimi dati sul trend del settore. Un trend che nel 2018 ha visto i crediti affidati alle oltre 200 imprese associate, salire a 82,3 miliardi di euro, con un aumento del 15% circa rispetto ai 71,4 miliardi del 2017.

La PA presenta il miglior tasso di recupero (44%), seguita dal settore commerciale (27%), dalle utilities e telecomunicazioni (16%) e dal settore assicurativo (15%). Il settore bancario e quello finanziario presentano, invece, una performance che si attesta rispettivamente a il 9% e il 7%

In parallelo, il totale dei crediti recuperati si stabilizza a 7,8 miliardi, con un ritmo di crescita più moderato che sfiora il 5% influenzato dai Non Performing Loans, la cui gestione diviene progressivamente più difficoltosa nel tempo.  

Nel quinquennio 2014-2018 si evidenzia un aumento di quasi il 70% degli importi affidati all'esterno che rispecchia la particolare congiuntura economica del Paese. Sono le principali tendenze emerse dal IX Rapporto annuale di Unirec presentato oggi a Roma.

"Le nostre associate hanno gestito crediti nel 2018 per un valore pari a oltre due volte il Pil di un Paese come la Giordania”, commenta Francesco Volk (in foto), presidente di Unirec. “Abbiamo assistito in questi anni a diverse dismissioni di portafogli e alla nascita di un mercato secondario degli Npl. Ciò deriva dalla necessità delle banche di avere ratio di rischio più appropriati e in linea con quelli del sistema bancario europeo".

Nel futuro, conclude, "vediamo un peso sempre più preponderante della tecnologia che potrebbe rivoluzionare il sistema di scoring del credito e delle attività operative e richiedere importanti
investimenti nelle strutture ma anche nuove e articolate competenze degli addetti alla gestione del credito", conclude Vovk.

Per la prima volta, il report dell'Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito, analizza le tre macro-aree di business distinte in base alla committenza: Conto Terzi Originator, in cui il mandatario è il detentore originario del credito (ad esempio società telefonica, utility o banca); Conto Terzi Cessionario, in cui il committente è un soggetto terzo che ha acquisito il credito da altri (ad esempio un Fondo); e, infine, il Conto Proprio, nel caso in cui l'attività è finalizzata al realizzo del proprio portafoglio crediti.

Gli 82,3 miliardi di euro affidati nel 2018 si ripartiscono in maniera quasi simile tra conto terzi originator (52%) e conto terzi cessionario (48%), valore questo che rappresenta la quota di crediti deteriorati.
 
Analizzando gli importi recuperati emerge che prevale nettamente la prima categoria, con una performance media del 15%, rispetto al 3% del conto terzi cessionario. Tale differenza è da imputarsi al minor taglio medio e alla minore età delle pratiche affidate dagli originator (ticket medio di 1.346 euro) rispetto ai crediti affidati da un cessionario (ticket medio 5.673 euro), che spesso sono già stati lavorati precedentemente all'affidamento.
 
Anche nel 2018 la Pubblica Amministrazione si conferma essere il committente che, a livello di importi affidati in conto terzi, presenta il miglior tasso di recupero (44%), seguita dal settore commerciale (27%), dalle utilities e telecomunicazioni (16%) e dal settore assicurativo (15%). Il settore bancario e quello finanziario presentano, invece, una performance che si attesta rispettivamente a il 9% e il 7%.

leggi anche: Bankitalia, qualità del credito in salita grazie a riduzione sofferenze 

Il rapporto Unirec illustra anche l'esistenza di un portafoglio complessivo di quasi 20 miliardi di euro (in crescita di circa 4 miliardi rispetto al 2017), gestito in conto proprio dagli operatori, con una performance media del 10%. La principale componente del portafogli è relativa ai crediti acquistati direttamente dal sistema bancario: 50% del totale con un ticket medio molto elevato e pari a 8.619 euro.
 
D'altro lato, emerge che il taglio medio più alto, pari a 53 mila euro, appartiene alla categoria dei crediti acquistati da altri fondi di investimento (introdotta per la prima volta in questa edizione del
rapporto) che identifica i portafogli acquisiti sul mercato secondario.
 
Un altro aspetto di rilievo è che la quasi totalità dei crediti gestiti dalle imprese Unirec in conto proprio è unsecured, ossia priva di garanzie specifiche. Per il 2019 si prevede un aumento di queste posizioni, tra cui anche quelle secured.
 
Per quanto attiene alle imprese associate a Unirec, per la prima volta nel 2018 i ricavi delle aziende del settore superano il miliardo di euro; tuttavia la redditività operativa media sul fatturato è abbastanza contenuta e pari a circa l'8% dovuta ad un mercato fortemente concorrenziale.
 
La curva di concentrazione del fatturato evidenzia come circa l'83% di questo sia prodotto da un centinaio di impese, equivalenti a livello numerico solo al 20% del totale delle imprese registrate.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo