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Marucci (Federpromm): "Cf come persone giuridiche? Siamo scettici"

L'associazione dei consulenti finanziari critica la proposta si legge di Centemero (Lega), appoggiata da Anasf, che apre ai consulenti la possibilità di operare tramite rapporti di natura societaria con i soggetti abilitati

Il movimento dei consulenti autonomi cresce

La proposta di legge che prevede la possibilità per il consulenti finanziari di lavorare in forme associative alternative alle attuali reti non trova soltanto applausi. Martedì scorso il presidente dell'associazione di categoria Anasf, Maurizio Bufi, si era detto molto soddisfatto dell'iniziativa legislativa che porta la firma del capogruppo leghista alla Camera, Giulio Centemero

Il progetto di legge scardina l'attuale impianto lavorativo e appare come una proposta da campagna elettorale che difficilmente troverà riscontro negli attuali equilibri gestionali ed organizzativi degli stessi intermediari (M. Marucci)

Diametralmente opposto è il parere di Manlio Marucci, presidente di Federpromm, la federazione intercategoriale (affiliata Uiltucs) dei consulenti finanziari, operatori dei mercati finanziari, creditizi e assicurativi. Marci critica "L'enfasi" di Bufi e aggiunge: "Il progetto di legge avanzato dall'onorevole Centemero, su input dell'associazione Anasf, sulla modifica del Tuf riguardante la figura del consulente finanziario, scardina strutturalmente il modello consolidato del rapporto lavorativo classico tra cf e intermediario". Marcucci critica "l'enfasi" di Bufi.

"Tale proposta", commenta il numero uno di Federpromm, "ben volentieri sarebbe stata sostenuta in un contesto storico diverso, in cui le varie articolazioni ed interlocuzioni avvenute durante l'iter di formazione della complessa disciplina normativa, anche di natura contrattuale, avrebbe visto partecipi tutti i vari soggetti coinvolti nel realizzare e consolidare l'attuale intero sistema dell'intermediazione finanziaria". Ma in questo momento, "un siffatto percorso appare come una proposta da campagna elettorale che difficilmente troverà riscontro negli attuali equilibri gestionali ed organizzativi degli stessi intermediari".

Per l'associazione dei cf, la formulazione avanzata dal responsabile della Lega non specifica la natura giuridica di come una simile figura professionale iscritta ad un albo nazionale, quale quella dei consulenti finanziari, potrebbe operare nel rapporto con l’intermediario, visto che attualmente si configura come agente, come mandatario o come subordinato".

Non solo. Federpromm pone un quesito sugli aspetti previdenziali e sui diritti acquisiti dell’anzianità maturata (Inps e Enasarco). "Come verranno riconosciuti? Nell’ambio delle nuove forme di lavoro che stanno prendendo piede nel settore creditizio (si veda il contratto ibrido di banca Intesa), come saranno inquadrate le figure professionali nella categoria del lavoro subordinato, metà tempo determinato e metà con partita iva?". E ancora: "Come va considerato il lavoro svolto come studio associato?" Tutte domande, si sottolinea, che hanno necessità di chiarezza e trasparenza a tutela del pubblico risparmio.  Senza che si generino conflitti di interesse e di casta".

"Molto spesso il politico", afferma il sindacalista Marucci, prende le decisioni senza avere un quadro sinottico e una dimensione complessiva del fenomeno di come stiano realmente le cose, ed è solo attraverso la ricerca vissuta sul campo che possono essere avvalorate le sue tesi. In questo modo non si risolvono i problemi del ricambio generazionale nel settore, che deve invece trovare soluzioni alternative con il coinvolgimento del mondo della scuola, delle istituzioni, delle forse sociali, della produzione e della finanza". 

Nella fattispecie, una razionale  proposta che renderebbe funzionale ed integrato tutto il contesto delle attività della consulenza finanziaria – già strutturato con le modifiche apportate all’OCF con le varie sezioni – è quello di richiamarsi alla proposta originaria fatta da Federpromm nel  lontano 1996 con le modifiche all’art.31 del Decreto Lgs n.415/96 dove al comma 4 del citato articolo per l’offerta fuori sede, propose due forme del  tipo  di lavoro che doveva disciplinarsi con gli intermediari da parte degli ex PF: come “lavoro subordinato” e come “libero professionista “in base all’art.2229 del Codice civile, superando così  i problemi di funzionamento e di funzionalità del variegato sistema della consulenza finanziaria. (fine)    

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