l'indagine di natixis

I criteri Esg sono un mondo ancora inesplorato

Secondo un'indagine della società d'investimenti il 68% dei consulenti finanziari dichiara non soddisfacenti le misurazioni e i servizi di reporting. I più interessati al settore sono gli investitori istituzionali

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Quanto sono presenti e quanto incidono, oggi, i criteri Esg sugli investimenti? A questa domanda prova a rispondere la survey condotta da Natixis Investment Managers tra consulenti finanziari, gestori e investitori istituzionali

Oltre la metà (56%) degli investitori individuali ritiene che le società in grado di dimostrare un maggiore livello di integrità, supereranno le altre in termini di performance

Il sondaggio dimostra che l'interesse per le strategie ambientali, sociali e di governance (Esg) è in aumento. Gli investitori riconoscono sempre più spesso l'opportunità di generare alfa attraverso gli Esg, ma per gli investitori professionali il reporting e la misurazione rimangono i maggiori ostacoli. 

L'indagine, tuttavia, ha anche dimostrato la necessità di una migliore modalità di reporting e misurazione. Più dei due terzi dei consulenti finanziari (68%) – hanno dichiarato che sarebbero più propensi a raccomandare i prodotti Esg se fosse disponibile una migliore documentazione. In Italia la percentuale arriva al 70%.

L’analisi di Natixis raggruppa e analizza i dati di quattro indagini globali da cui si ricavano dati interessanti. Sei consulenti finanziari su dieci (59%), il 57% dei fund buyer professionali e il 56% degli investitori istituzionali ritengono che gli investimenti Esg siano una fonte di alfa, ma anche che queste strategie possano ridurre l'esposizione ai rischi legati a governance e aspetti sociali non identificati dall'analisi tradizionale.

Oltre la metà (56%) degli investitori individuali ritiene che le società in grado di dimostrare un maggiore livello di integrità supereranno le altre in termini di performance.

Gli investitori istituzionali continuano a essere i primi nell'uso di strategie Esg nei loro portafogli. Quasi i due terzi (66%) ritengono che questi criteri diventeranno una pratica standard nei prossimi cinque anni. Nel 2017 ne era convinto il 60% degli intervistati. Tra coloro che già oggi implementano le strategie Esg, il 46% ritiene che questa analisi sia importante per il proprio processo di investimento tanto quanto l'analisi fondamentale tradizionale.

"Come accade quando si ha a che fare con la maggior parte delle innovazioni in materia di investimenti, gli investitori istituzionali sono in testa alla classifica", commenta Antonio Bottillo (in foto), country head per l’Italia. "Sei su dieci incorporano già i criteri Edg all’interno dei propri portafogli e la maggioranza (55%) prevede di aumentarne l’allocazione nel 2019. Dovendo far fronte a maggiori requisiti interni di rendicontazione, faranno sempre più affidamento sull’industria degli investimenti per fornire la misurazione e il reporting di cui hanno bisogno, aspetto in grado di generare benefici a livello generale".

Vi sono alcune chiare iniziative da adottare, tra cui una migliore tassonomia e classificazione nell’industria e una maggiore trasparenza in materia di reporting su clima e Esg (J. Raby)

"In qualità di gestore attivo, consideriamo i fattori di finanza sostenibile come parte integrante delle strategie attive di investimento di lungo periodo", dice Jean Raby (il secondo in foto), ceo di Natixis Im. "Gli investitori sono sulla stessa lunghezza d’onda. Le strategie di investimento legate agli Esg sono ora riconosciute al di là del ristretto ambito di screening negativo a cui un tempo erano associate".

"La domanda di queste strategie è superiore all'offerta", continua Raby, "E aumenta anche la domanda di chiarezza e di spiegazioni da parte degli investitori sulle strategie Esg, sul modo in cui sono implementate, sui benefici in termini di ritorni degli investimenti e sulla società in senso lato. Vi sono alcune chiare iniziative da adottare, tra cui una migliore tassonomia e classificazione nell’industria e una maggiore trasparenza in materia di reporting su clima e Esg".

Investitori professionali in testa. Le istituzioni stanno integrando un'ampia gamma di strategie Esg, più frequentemente attraverso la loro integrazione nel processo di investimento, aspetto che rende l'analisi dei fattori parte fondamentale del processo. Gli investimenti Esg stanno aumentando anche nel segmento wholesale, dove il 65% dei fund buyer li ritiene parte integrante delle proprie pratiche. In questo campo, una quota leggermente inferiore fa ricorso all’integrazione piena (28%) e allo screening per esclusione (22%), ma un numero maggiore preferisce un approccio combinato tra impact investing e approccio best in class (15% ciascuno).

Gli investitori più giovani sono gli investitori individuali più all’avanguardia. A differenza delle generazioni più anziane, la maggioranza (56%) degli investitori della categoria millenial e una quota leggermente inferiore della generazione X (48%) hanno dichiarato di voler attribuire ai propri investimenti un impatto positivo sul mondo. Sulla stessa lunghezza d’onda solo il 41% dei Baby Boomer e il 30% della Silent Generation.

La metà degli intervistati sostiene di non essere disposto a rinunciare alla performance per allineare i propri asset e valori

Il valore prevale sugli Esg. In maniera trasversale sui gruppi di investitori intervistati, i risultati rivelano l'importanza di allineare gli investimenti ai propri valori, considerazione particolarmente rilevante per gli investitori individuali, dove quattro su cinque (81%) hanno riconosciuto l’importanza della capacità di personalizzare i propri investimenti per rispondere ai propri valori personali.

Ciò non va però a discapito dei rendimenti, con oltre la metà degli intervistati che sostiene di non essere disposto a rinunciare alla performance per allineare i propri asset e valori. Il 59% degli investitori istituzionali e più la metà dei fund buyer professionali (52%) identificano la necessità di armonizzare le proprie strategie di investimento ai valori della propria organizzazione come la principale motivazione per l’integrazione degli Esg.

Le valutazioni ambientali sono più importanti di governance e considerazioni sociali. Per gli investitori professionali a livello mondiale, le valutazioni di carattere ambientale continuano a essere l’elementi chiave degli Esg. Quando è stato chiesto loro di identificare i fattori che stanno integrando con maggiore impegno all’interno delle proprie strategie di investimento, più di tre quarti (76%) degli investitori istituzionali hanno indicato la E di environmental, seguiti dalla G di governance (70%) e dalla S di social (61%). Questa attenzione si riscontra nei fund buyer professional per i quali i fattori ambientali sono la valutazione primaria (80%), seguiti dalla governance (73%) e dalle tematiche sociali (65%).

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