il caso

Effetto Johnson, giro di vite nel Comitato bondholder Astaldi

Il resoconto dell'assemblea straordinaria che si è svolta sabato scorso dopo la fuga dell'ex presidente con i soldi versati dagli associati. Il segretario Afeltra si dimette, ecco i nomi del nuovo Consiglio direttivo

castaldi

Si è tenuta sabato pomeriggio l'assemblea straordinaria del comitato bondholder Astaldi, resa necessaria dalla sottrazione delle somme depositate sul conto corrente da parte dell'allora presidente.

L'assemblea ha preso atto delle dimissioni del segretario Vincenzo Afeltra e ha nominato il nuovo consiglio direttivo composto da Stefania Pensabene, Vittorio Pisani e Patrizia Pampana. Il consiglio provvederà a breve a eleggere il nuovo presidente (Pensabene) e a conferire le altre cariche previste dallo Statuto.

Lucio Basco è l'avvocato che seguirà il procedimento contro Johnson; l'assemblea ha richiesto agli associati un contributo straordinario di 70 euro a lotto da destinarsi al pagamento dello Studio legale Legance

L’assemblea ha confermato l’incarico all'avvocato Lucio Basco per la tutela degli interessi dell’associazione nel procedimento penale nei confronti del precedente presidente, Nicholas Johnson, e ha altresì deliberato di richiedere agli associati un contributo straordinario di 70 euro a lotto da destinarsi al pagamento dello Studio legale Legance e di anticipare la richiesta della quota associativa di 30 euro ad associato, per poter far fronte alle spese di gestione dell’associazione e al pagamento della proposta di parcella dell'avvocato Basco.

Tutto tace, invece, sul versante delle indagini scaturite dalla denuncia presentata lo scorso 29 aprile da Pensabene e Afeltra nei confronti dell'ex presidente del comitato, Johnson, accusato di essersi appropriato dell'intero saldo del conto corrente, pari a circa trecentomila euro. Nemmeno nel corso dell'assemblea se ne è parlato, stante il segreto istruttorio.

Dal canto suo, Johnson ha fatto sapere di essere pronto a chiarire tutto non appena sarà convocato dagli inquirenti. A tal proposito, non si comprende il motivo per cui la denuncia sia stata presentata a Salerno quando i fatti si sono svolti tutti a Roma. Fatto sta che il maltolto non è ancora stato restituito.

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