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lo studio

Atradius avvisa il made in Italy: insolvenze al +2% in Asia Pacifico

La asocietà assicurativa ha condotto un sondaggio tra i paesi dell'area dove, per effetto del rallentamento del Pil mondiale, si prevede un aumento del 2% delle insolvenze

L'Asia Pacifico (credits: Wikipedia)

L'Asia Pacifico (credits: Wikipedia)

A fronte del rallentamento della crescita del Pil a livello globale, dal 3,2% registrato nel 2018 al 2,7% di quest'anno, si prevede un aumento del 2% nel livello di insolvenze. Le aziende dell'area Asia Pacifico, in quanto parte integrante delle catene di fornitura globali, devono necessariamente valutare

Per garantire una crescita sicura al proprio business su questi mercati promettenti, il made in Italy deve avvalersi delle conoscenze e delle competenze specifiche nel credit management locale

in maniera approfondita il rischio d'insolvenza dei clienti cui vendono a credito.

Si tratta di valutazioni complesse, che richiedono un approccio più strategico al credit management, soprattutto da parte di chi è presente con successo sui mercati esteri, come le aziende del made in Italy.

Queste sono, in estrema sintesi, le conclusioni del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento di maggio 2019 per la regione Asia Pacifico, svolto con sondaggi che hanno interessato Australia, Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Singapore e Taiwan. Atradius società di assicurativa a livello globale, attiva anche nel ramo cauzioni e recupero crediti, con il suo report fotografa, quindi, lo stato dei paesi dell'Asia Pacifico. Paesi che continuano a essere il principale motore di crescita per l'economia mondiale.

"Nonostante la fase di incertezza dell'economia globale dovuta al raffreddamento della domanda estera cinese ed alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, i Paesi dell'Asia Pacifico continuano a rappresentare dei mercati strategici per l'export italiano", commenta Massimo Mancini (in foto), country manager per l'Italia di Atradius. "Per garantire una crescita sicura al proprio business su questi mercati promettenti, il made in Italy deve avvalersi delle conoscenze e delle competenze specifiche nel credit management locale".

Sebbene la domanda interna resti robusta solida, molteplici rischi sembrano offuscare le prospettive di crescita nella regione. Il rallentamento della crescita commerciale in molti Paesi spinge le aziende dell'Asia Pacifico ad aumentare il ricorso al credito commerciale nei rapporti commerciali tra imprese (B2B) per restare competitive e guadagnare quote di mercato.

In Asia Pacifico, il 29,8% del valore totale delle fatture emesse dalle aziende della regione viene pagato in ritardo

Nella regione, il valore delle vendite a credito sul totale delle transazioni commerciali tra imprese passa dal 48,1% dello scorso anno al 55,5% nel 2019. L'incremento maggiore in Australia dove si è arrivati al 71,5% rispetto al 47,7% registrato nel 2018.

In generale, vendere a credito implica la possibilità di non essere pagati alla scadenza originaria della fattura. In Asia Pacifico, il 29,8% del valore totale delle fatture emesse dalle aziende della regione viene pagato in ritardo. Questa percentuale raggiunge il massimo in India (39,0%) ed il minimo in Giappone (13,2%).

Valutare la solvibilità dell'acquirente, prima di vendere a credito, è essenziale per rendere più sicuro il processo di vendita a dilazione. Le aziende intervistate di Singapore (53%) e Cina (51%) sono le più propense a farlo. La costituzione di riserve contro i cattivi pagatori, nel caso i crediti si trasformino in inesigibili, viene fatta dal 41% delle aziende intervistate a Taiwan e Indonesia, a fronte del 33% registrato a livello regionale.

Per evitare carenze di liquidità causate dal mancato rispetto delle tempistiche di pagamento dei clienti, il 41% delle aziende intervistate in Asia Pacifico ha dovuto a sua volta ritardare il pagamento delle fatture ai propri fornitori. Questo sembra una pratica maggiormente diffusa per le aziende in India (51%) e Indonesia (46%). In definitiva, una media del 2,1% del valore totale delle vendite B2B a credito da parte degli intervistati (in aumento rispetto all'1,9% dello scorso anno) è diventato inesigibile. Questo suggerisce che le imprese fanno più fatica ad incassare i crediti rispetto all'anno scorso.

È necessaria una gestione del credito di fornitura con un approccio stretegico, verso il quale rileviamo un crescente interesse in Asia Pacifico

In media, il 31% delle aziende intervistate in Asia Pacifico prevede un peggioramento dei comportamenti di pagamento dei propri clienti e un aumento delle fatture scadute da lungo tempo (oltre 90 giorni di ritardo). Le più preoccupate sono le aziende indiane (52%) seguite da quelle indonesiane (35%).

Per proteggere la propria attività dal rischio di credito commerciale, il 42% delle aziende intervistate nella regione ha dichiarato che aumenterà il ricorso all'assicurazione del credito. Questa percentuale sale al 51% in Cina e Hong Kong, seguite dall'Australia con il 47%.

"Il livello di rischio, instabilità e volatilità nell'attuale clima economico è in aumento ogni giorno. I mancati pagamenti crescono in tutto il mondo e con essi prevediamo un costante aumento delle insolvenze nei prossimi anni", dice Andreas Tesch (il secondo in foto), chief market officer dell'azienda assicurativa. "Diventa sempre più arduo valutare con certezza la solvibilità dei clienti e la portata dei rischi connessi alle vendite a credito. Il tutto richiede una gestione del credito di fornitura con un approccio stretegico, verso il quale rileviamo un crescente interesse in Asia Pacifico".

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