collezionismo & investimenti

Locatelli (Alidem): Con la fotografia d’autore il dividendo è (anche) estetico

Il consulente: "Io consiglierei d’investire in fotografia il 5%. Con due vantaggi: si acquista bellezza e si corrono rischi molto contenuti"

Locatelli (Alidem): Con la fotografia d’autore il dividendo è (anche) estetico

Jan Kaesbach, Assindia Project - Niederrhein, Courtesy Alidem - L'arte della fotografia copia.jpg

La fotografia d’arte come forma di investimento. È la proposta di Alidem, azienda specializzata nella selezione, produzione e commercializzazione di opere fotografiche in edizione limitata, fondata quattro anni fa da Pompeo Locatelli (in foto) uno dei nomi di maggior spicco tra i consulenti aziendali in Italia. 

Le fotografie d’autore sono opere d’arte e dunque, a differenza delle azioni che possono svalutarsi fino a zero, esse mantengono intatto un valore nel tempo

Un investimento con una caratteristica peculiare: "Le fotografie d’autore sono opere d’arte e dunque, a differenza delle azioni che possono svalutarsi fino a zero, esse mantengono intatto un valore nel tempo", spiega Locatelli, "che è innanzitutto il valore della fruizione. E poi generano sempre e per sempre, poiché non si consumano, un utile che è definito dagli economisti e dai sociologi con il termine 'dividendo estetico', un’esperienza che non ha prezzo e che nessuna obbligazione potrà mai dare".

Se la contemplazione della bellezza è appagante di per sé, ciò non toglie che l’acquisto di fotografie possa essere interessante anche da un punto di vista economico, in un’ottica di medio-lungo periodo. "In generale, con la fotografia d’autore non si corre il rischio di perdere interamente l’investimento fatto, come è avvenuto, per esempio, con i bond argentini", osserva il fondatore di Alidem, "e più nello specifico con gli artisti della nostra squadra c’è la possibilità addirittura che il valore incrementi". 

"Noi puntiamo solo su giovani con curricula documentati e una già valida dimensione artistica internazionale", aggiunge il famoso consulente. "Il concetto di edizione limitata consente poi sbocchi interessanti anche sul mercato secondario, che ha i suoi massimi attori nelle case d’asta e nelle gallerie di tutto il mondo". Tuttavia, lascia intendere Locatelli, non conviene approcciare il mercato con il chiodo fisso della speculazione. Prima di tutto, viene il piacere e la passione di collezionare cose belle, poi “si vedrà, se uno ha acquistato bene il suo investimento non potrà che apprezzarsi…”.

L’edizione limitata apre più possibilità: un’opera stampata in 9 esemplari può avvicinare all’acquisto un target molto ampio

L’investimento nella fotografia deve comunque essere oculato e restare all’interno di determinati confini: "La regola d’oro nella gestione del proprio portafogli non esiste",  afferma Locatelli, "dipende dalla propensione al rischio che ognuno di noi ha, ma da sempre gli esperti consigliano di essere prudenti e di diversificare per quanto possibile, guardando anche a beni rifugio fisici come è appunto l’arte".

A questo proposito, la strategia di sviluppo di Alidem prevede la creazione di una forte relazione con i consulenti finanziari e i private banker che possano farsi tramite con i loro clienti suggerendo di investire in fotografia come forma di diversificazione. "Per esempio: su 100 di patrimonio io consiglierei di investire in fotografia il 5%. In questo modo acquisti bellezza e corri rischi contenuti. Certo, poi ci sono fotografie che hanno record incredibili e che possono essere viste come forme di vera speculazione e scommessa, come quelle di Andreas Gursky battute all’asta a 4,5 milioni di euro. Ma quella è tutta un’altra storia". 

Dalle litografie alla foto d’autore. Locatelli è un collezionista d’arte non nuovo a imprese di questo tipo. Già nel 1973, a soli 33 anni, aveva avviato Litoinvest, una delle prime aziende in Italia che si è dedicata alla commercializzazione dei multipli degli artisti più importanti dell’epoca puntando però sulla certificazione delle litografie e sulla assoluta trasparenza del mercato, coinvolgendo anche investitori istituzionali come le banche che garantivano gli acquisti e i riacquisti delle opere.

Sulla scia di quel progetto pionieristico, le fotografie d’arte Alidem sono prodotte in edizione limitata, da 3 a 100 esemplari originali per singolo scatto a secondo della volontà dell’artista, e accompagnate da un certificato di autenticità con un ologramma, depositato presso il registro dei Brevetti e Marchi comunitari, che identifica il numero di esemplare e che applicato sul retro della fotografia non può essere rimosso senza rovinarla e inficiarne l’originalità.

"L’edizione limitata, se fatta in modo serio, apre grandi possibilità", mette in evidenza Locatelli, "un’opera che vale 20-30mila euro in pezzo unico, se stampata in 9 esemplari, che sono comunque considerati “originali” secondo la prassi internazionale, si abbassa a circa 5mila euro. In questo modo si creano interessanti opportunità per un target più ampio di nuovi collezionisti che possono acquistare opere d’arte a condizioni più accessibili". 

Alidem propone anche pezzi unici che possono costare oltre centomila euro se si parla di fotografi affermati: in questo caso, spesso è necessario che ci sia un ulteriore intervento dell’artista per rendere anche la singola stampa irripetibile: "Può essere anche semplicemente la firma, poiché nell’arte contemporanea la firma è tutto. A questo proposito c’è un aneddoto significativo: si racconta che una volta Picasso in un bistrot parigino per pagare il pranzo avesse disegnato un tovagliolo, regalandolo poi all’oste. Ma quando il cameriere gli chiese di firmare lo schizzo, Picasso rispose che per la firma gli si doveva dare tutto il bistrot e non solo il cibo mangiato". 

I nostri esperti che per ogni tipo di fotografia decidono insieme all’artista quale tipo di carta sia meglio utilizzare, quale tipo di inchiostro, così come insieme lavorano nella delicata fase della post produzione

Il metodo di lavorazione. Le proposte di Alidem si caratterizzano inoltre per un meticoloso lavoro che garantisce la massima qualità della stampa: "Abbiamo il nostro laboratorio", spiega Locatelli, "e i nostri esperti che per ogni tipo di fotografia decidono insieme all’artista quale tipo di carta sia meglio utilizzare, quale tipo di inchiostro, così come insieme lavorano nella delicata fase della post produzione. È questo il processo che definisce la stampa fine art".

Nello specifico, l’utilizzo della carta al 100% di cotone, che fornisce grande materialità ai colori; poi l’Alisec, metodo di montaggio che garantisce una conservazione dell’opera fino a 100 anni grazie all’applicazione sulla superficie della fotografia di una lastra di plexiglass museale anti Uv, e sul dorso di un supporto in Dibond, pannello composto da due strati di alluminio e uno di polietilene, che impedisce l’increspatura della carta. L’Alisec esalta la lucentezza dei colori con un effetto brillante e di tridimensionalità.

Grande cura anche nella presentazione delle opere non incorniciate, con gli Alidem Case, eleganti scatole nere con guanti bianchi per maneggiare con cura le fotografie da collezione. "Il vero collezionista specie se compra a scopo di investimento è più contento di avere la sola stampa", evidenzia il fondatore di Alidem, "anche se io non prediligo il collezionismo da caveau, è come avere dei bei dipinti e tenerli in cassaforte, molto meglio appenderli. In ogni caso, Alidem è in grado di presentare le opere secondo diverse soluzioni, comunque di grande qualità. Ma per chi vuole godersi al meglio la bellezza delle sue opere abbiamo tutto quello che occorre. Possiamo applicare le stampe fotografiche solo su dibond, oppure montarle sotto plexiglass, o ancora costumizzarle con la cornice che si preferisce". 

Alidem ha nel suo “caveau” un centinaio di artisti di cui ha acquistato i diritti perenni ed esclusivi di alcune opere, massimo dieci per autore, di cui produce edizioni limitate. Fra questi figura il tedesco Jan Kaesbach, figura emergente nel panorama internazionale della fotografia. Tra i lavori di Kaesbach spicca “People of the XXI Century”, un lavoro durato oltre un anno, con il quale l’artista ha immortalato una quarantina di mestieri artigiani, dal restauratore al fabbro, in altrettanti magnifici scatti.  

Alidem dispone a Milano di due showroom, uno in via Galvani 24 vicino alla Centrale e a Palazzo Lombardia in una delle zone emergenti di Milano, e uno nella centralissima via Cusani 12. Ma la parte più importante della distribuzione avviene tramite gli art advisor: "Sono i nostri esperti chiamati a presentare i prodotti ai consulenti finanziari. Veri professionisti della vendita che formiano internamente per rispondere con assoluta competenza alle esigenze di questo mercato", precisa Locatelli. 

Prossima tappa, nel 2020, la quotazione in borsa: "Pur con i mille rilievi che si possono muovere, quella rimane la piattaforma che più di altre esprime il valore del libero mercato. Per crescere ancora di più a livello internazionale, seguendo un percorso virtuoso, la borsa rappresenta un’ottima opportunità per comunicare fiducia e raccogliere consensi da parte di investitori e risparmiatori. Stiamo valutando due opzioni, Piazza Affari oppure Londra. Una cosa è certa: la strada è tracciata".

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