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Visco: "Incrementare i finanziamenti non bancari alle Pmi"

Nella sua relazione annuale il governatore mette l'accento sul ritardo italiano rispetto a Francia e Regno Unito, dove la quota delle obbligazioni sul complesso dei debiti finanziari delle imprese è doppia

Per Visco è necessario allargare maggiormente i finanziamenti non bancari alle Pmi

Ignazio Visco, governatore di Banca d'Italia

Grazie alle misure fiscali introdotte negli ultimi anni "in Italia tra il 2014 e il 2018 si sono quotate in borsa 116 imprese non finanziarie, contro 39 nel quinquennio precedente; nello stesso periodo oltre 500 società hanno collocato obbligazioni per la prima volta”. Lo ha detto stamattina il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nelle considerazioni finali alla sua relazione annuale.
 
La quota di risparmio delle famiglie affidata agli investitori istituzionali è aumentata di 14 punti percentuali, al 31%, nell'ultimo decennio", ha ricordato. "E' però ancora ampio il divario rispetto ai paesi in cui i mercati dei capitali sono più sviluppati. In Francia e nel Regno Unito il rapporto tra la capitalizzazione di borsa delle società non finanziarie e il Pil è oltre tre volte quello che si osserva in Italia e la quota delle obbligazioni sul complesso dei debiti finanziari delle imprese è quasi doppia".

Le ripetute revisioni della riforma dei PIR, contenuta nell'ultima legge di bilancio, possono accrescere l'incertezza con effetti negativi sulle scelte di allocazione (I. Visco)

Per questo, continua il governatore, è "necessario continuare a promuovere lo sviluppo della finanza non bancaria valutando l'efficacia delle iniziative già introdotte, razionalizzando gli interventi, favorendo la stabilità del quadro normativo".

"Modifiche frequenti, come nel caso delle ripetute revisioni degli incentivi alla capitalizzazione delle imprese e della riforma dei PIR contenuta nell'ultima legge di bilancio, possono accrescere l'incertezza, con effetti negativi sulle scelte di allocazione del risparmio e di finanziamento delle aziende", aggiunge il governatore della Banca d'Italia.
 
Il numero uno della banca centrale ha descritto la dinamica attuale dell’accesso al credito bancario e non. “Se per le imprese più grandi, in grado di aprirsi al vaglio di soggetti esterni e di sostenere i costi di accesso al mercato dei capitali, la finanza non bancaria è destinata a diventare un riferimento importante per una grande parte del sistema produttivo le banche rimarranno la principale fonte esterna di risorse".
 
Per Visco, invece, le "imprese sane devono potere trovare sostegno, dalle banche o dai mercati, qualunque sia la loro dimensione. Le politiche di gestione degli affidamenti verso microimprese e piccole aziende richiedono attenzione nella selezione e nella misurazione dei rischi”. Le Pmi “potranno beneficiare dell'innovazione tecnologica, nell'interesse tanto delle aziende che incontrano difficoltà nell'accesso al credito quanto degli stessi intermediari", aggiunge il governatore.
 
La prima reazione dal mondo produttivo alle parole del governatore, arriva dall’imprenditore Carlo De Benedetti: "La relazione del governatore è stata efficace ma anche devastante perché ha messo in confronto il nostro Paese col resto d'Europa. Dobbiamo riprendere in mano il Paese e contribuire all'Europa  perché contrapporsi è nocivo", conclude. 

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