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lo studio | Goldman Sachs Am

Le compagnie assicurative investono sulla instabilità, ma con prudenza

Michael Siegel: "Le società continuano a allontanarsi dai titoli governativi locali, prediligendo l’obbligazionario societario investment grade statunitense e europeo"

Le compagnie assicurative investono sulla instabilità, ma con prudenza

Goldman Sachs Asset Management (GSAM) ha pubblicato i risultati della sua ottava ricerca annuale sulle compagnie assicurative a livello mondiale. Cautiously Opportunistic, letteralmente "Cautamente opportunistici", rivela che maggior parte delle compagnie assicurative continua a investire alla luce dei crescenti timori legati al rallentamento dell’economia globale. 

Le compagnie mantengono la tendenza a allocare capitali verso classi di attivo meno liquide, come private equity, debito legato a infrastrutture e prestiti alle imprese a media capitalizzazione (M. Siegel, GSAM)

i tratta dell'ottava indagine annuale sugli investimenti assicurativi globali sviluppata da Gsam Insurance Am in collaborazione con il provider di ricerca indipendente, KRC Research.

Prospettive macroeconomiche, aspettative di rendimento, decisioni di allocazione degli attivi, costruzione di portafoglio e temi di settore. Tutti ambiti indagati, dal team di insurance asset management, attraverso le interviste ai 307 partecipanti al report, tra chief investment officer, chief financial officer e figure senior di compagnie assicurative globali che rapprentano oltre 13 mila miliardi di dollari in termini di patrimonio. Una cifra che copre la metà degli attivi del settore a livello globale.

Per il secondo anno il report è stato ampliato con un'indagine supplementare rivolta ai top manager del segmento assicurativo retail in Nord America.

Il rallentamento dell'economia e il ritorno della volatilità di mercato fanno da sfondo all’indagine,  rivelando un aumento dei timori legati al ciclo del credito. Infatti, l'85% degli intervistati ritiene che stiamo attraversando una fase avanzata del ciclo, rispetto al 34% dello scorso anno.

L'82% del campione ritiene che l'economia statunitense entrerà in una fase di recessione nel 2020 o 2021, mentre solo il 2% dei partecipanti prevede che la recessione possa iniziare già nel 2019

Inoltre l'82% del campione ritiene che l'economia statunitense entrerà in una fase di recessione nel 2020 o 2021, mentre solo il 2% dei partecipanti prevede che la recessione possa iniziare già nel 2019. 

"Le compagnie assicurative si aspettano che gli Stati Uniti entrino in una fase di recessione, ma non quest'anno", commenta Michael Siegel, global head dell’insurance asset management di GSAM. “Di conseguenza continuano a investire, ma assumono i rischi con un approccio più selettivo. In particolare, le compagnie assicurative mantengono la recente tendenza ad allocare capitali verso classi di attivo meno liquide, come private equity, debito legato a infrastrutture e prestiti alle imprese a media capitalizzazione (c.d. middle market)".

"A livello globale", aggiunge il responsabile del ramo assicurativo, "le compagnie di settore continuano ad allontanarsi dai titoli governativi locali, prediligendo invece l’obbligazionario societario investment grade statunitense ed europeo, oltre alle già citate allocazioni in attività immobiliari e private equity". 

Il report rivela che i timori legati all'aumento dei tassi di interesse sono diminuiti significativamente (7% rispetto al 30% dello scorso anno).

Ciò è dovuto a un approccio maggiormente difensivo da parte delle compagnie assicurative, molto preoccupate per il possibile deterioramento della qualità dei crediti in portafoglio (38%, in aumento rispetto al 23% dello scorso anno). 

Gli investitori del settore hanno una view positiva sui rendimenti azionari, mentre più della metà degli intervistati (62%) prevede che il rendimento dei titoli del Tesoro (Treasury) statunitensi a 10 anni rimarrà nel range del 2,5-3% fino alla fine dell’anno.

Dati che segnano un netto cambiamento rispetto ai risultati precedenti, che avevano rilevato un pregiudizio (bias) crescente rispetto a un possibile incremento dei tassi di interesse. Allo stesso tempo le compagnie assicurative stanno cercando di allungare la durata finanziaria (duration) dei propri portafogli. 

Inoltre, il 62% degli intervistati include i fattori Esg (ambientali, sociali e di governance) tra gli elementi considerati nei processi di investimento, con percentuali significativamente più elevate in Europa (83%) e nell'area Asia-Pacifico (81%) rispetto alle Americhe (43%). 

Più della metà delle compagnie investe in Etf (56%). In particolare gli obbligazionari, che vengono utilizzati più spesso per gestire esposizioni tattiche a breve termine o per ottenere efficienza operativa. 

Infine, quasi la metà degli intervistati investe nel settore dell’innovazione tecnologica applicata all’industria assicurativa, l'insurtech (46%), con una percentuale più alta della media nell’area Asia-Pacifico (68%). Il miglioramento dell’efficienza operativa è il fattore che spinge maggiormente verso questo tipo di investimenti. 

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