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Azimut, meno costi variabili per i clienti sui fondi lussemburghesi

E’ quanto emerso dall’Investor Day di Azimut Holding rivolta a investitori e analisti. Rivelato il peso delle masse estere e rivelati gli obiettivi per Azimut Libera Impresa

Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding

Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding

Emergono novità sul tema performance fee in occasione del Investor Day di Azimut Holding dove sono stati forniti agli investitori istituzionali e agli analisti un aggiornamento sulla strategia di crescita e delle linee di business in seguito alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Il gruppo ha sottoposto all’autorità di vigilanza lussemburghese una nuova metodologia di calcolo delle commissioni variabili (“performance fees”) sui fondi lussemburghesi, che risulterà in una significativa riduzione dei costi variabili per i clienti, in linea con quanto indicato dai principi Iosco, oltre a modificare in modo significativo il conto economico della società rendendolo molto meno volatile e collegato alle masse in gestione. Infine, Azimut conferma di poter superare i 300 milioni di utile netto nel 2019, target previsto dall’attuale business plan. Data la crescente importanza del business all’estero e nei mercati emergenti, dove oggi Azimut detiene quasi il 30% delle masse gestite e dispone di uffici operativi “around the clock” che permettono di operare in loco su tutti i mercati finanziari senza interruzioni di fuso orario, sono stati comunicati in dettaglio i risultati e la marginalità delle masse estere, che nel 2018 hanno raggiunto i 120 milioni di ricavi (+27% rispetto al 2017) su un totale di gruppo di circa  748 milioni e 35 milioni di Ebitda) (+67% rispetto al 2017). Con uno sguardo al 2024 e in attesa del prossimo piano industriale che sarà presentato al mercato entro i prossimi 12 mesi, il nuovo management team ha illustrato la strategia di crescita nel settore degli investimenti alternativi, sempre più interessanti nel quadro economico-finanziario attuale, con il ruolo della iniziativa Azimut Libera Impresa, focalizzata negli investimenti in imprese non quotate: questo settore entro 5 anni peserà non meno del 15% delle masse gestite dal gruppo Azimut. Il team di Azimut Libera Impresa sta già lavorando ad una pipeline di 7 nuovi prodotti e punta a raggiungere il target di 1,5 miliardi di euro di masse entro la fine del 2020. Pietro Giuliani, presidente del gruppo, commenta: “300 milioni di euro di utile netto 5 anni fa sembravano sfidanti, oggi sono una base su cui costruire. Azimut, che da sempre, grazie alla sua indipendenza e alla sua capacità di innovazione, è stata first mover nel mercato, oggi si vede rafforzata dalle scelte fatte per diversificare rispetto al maturo mercato italiano: paesi emergenti e investimenti alternativi. Due pilastri del nuovo piano industriale che presto presenteremo al mercato”. 
 
 

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