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Le transazioni cashless possono diminuire l'emissione di Co2 del 44%

Uno studio di De Nederlandsche Bank e SumUp rivela che una transazione con carta di debito emette 3,78 grammi di anidride carbonica. I grammi salgono a 4,6 nel caso dei pagamento in contanti

Le transazioni cashless possono diminuire l'emissione di Co2 del 44%

I dati globali sulle modalità di pagamento dicono che l'Italia è tra gli ultimissimi posti nella classifica nell'uso di soluzioni digitali. Gli italiani restano fedeli ai contanti, con un inevitabile impatto sui costi. E sull'ambiente.

Lo studio sottolinea l'importanza della riduzione della modalità standby dei terminali del 50%. Questa scelta abbasserebbe l'impronta ambientale delle transazioni con carte di debito dell'11%

Questo ultimo aspetto è al centro di uno studio olandese, commissionato da De Nederlandsche Bank e analizzati per SumUp da Rete Clima, ente no profit che promuove azioni di Csr e di sostenibilità per le organizzazioni.

Lo studio ha analizzato l'impatto ambientale dei due diversi sistemi di pagamento in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente che si celebra il 5 giugno. 

Per quanto riguarda il pagamento in contanti, l'impatto ambientale di ogni transazione è pari a 4,6 g di Co2 equivalenti (Co2e). L'impatto è dovuto in particolare alla fase di produzione delle monete (32%) e a quella operativa (64%). Esercizio degli sportelli automatici e trasporto di monete e banconote sono i responsabili del 64% del consumo di ossigeno e dell'immissione di veleni in atmosfera.

Ogni transazione con carta di debito ha invece un impatto ambientale di 3,78 grammi di Co2e: in pratica, come una lampadina a basso consumo energetico da 8 W lasciata accesa per un'ora e mezza.

A incidere, in questo caso, sono soprattutto terminali per i pagamenti (75% dell'impatto totale), in particolare per i materiali (37%) e per il consumo di energia (27%). Secondo lo studio olandese, uno dei problemi è legato al fatto che i terminali rimangono accesi h24 e per la maggior parte del giorno in modalità standby, per aggiornare frequentemente il loro software.

Inoltre, le operazioni richiedono picchi di energia per la lettura della carta, la creazione di un messaggio di autorizzazione e la stampa dello scontrino. L'utilizzo di energia totale medio per transazione per terminale è di 0,23 Wh. 

L'impatto delle transazioni cashless potrebbe diminuire fino al 44% mettendo in campo alcune soluzioni, come l'utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei Pos e dei data center, o l'aumento della durata della vita delle carte di debito da 3,5 a 5 anni.

Lo studio sottolinea l'importanza della riduzione della modalità standby del 50%, che da sola abbasserebbe l'impronta ambientale delle transazioni con carte di debito dell'11%. Secondo quanto emerge dagli studi studio questo sarebbe possibile fissando alcuni momenti per l'aggiornamento dei software, permettendo così ai rivenditori di spegnere i Pos quando il negozio è chiuso, senza doverli tenere accesi 24 ore al giorno. 

De Nederlandsche Bank ha deciso di applicare la soluzione di pagamento sviluppata dalla start-up londinese SumUp. ''È una soluzione che con SumUp già prevediamo: i lettori di carte SumUp entrano infatti in funzione all'occorrenza. Possono essere spenti senza problemi durante giornate o orari di non utilizzo, semplicemente attraverso il bottone di accensione posto sul dispositivo", commenta Marc-Alexander Christ (in foto), co-Founder di SumUp.

"Basterà poi riaccenderlo e collegarlo velocemente allo smartphone, così da offrire ai clienti la possibilità di pagare con smartphone o carta anche per importi piccoli e - soprattutto - in qualunque contesto. Durante l'utilizzo, il lettore è invece in standbyfin quando non viene aperta la app sullo smartphone'', conclude Christ.

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