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Efpa, il futuro è nella competenza non solo dei consulenti ma anche dei clienti

Certificazione e formazione sono i temi al centro del convegno dell'associazione in corso a Torino. Nel pomeriggio, la presentazione della ricerca sullo stato di salute della consulenza oggi

Efpa, il futuro è nella competenza non solo dei consulenti ma anche dei clienti

La locandina del convegno Efpa di quest'anno al Lingotto di Torino

La via per la competenza passa attraverso la formazione e la certificazione: dei consulenti finanziari naturalmente, ma anche dei loro clienti. Ed è questa la strada da percorrere, in uno sforzo congiunto tra questi due cluster che si legittimano a vicenda.

Oggi noi ci preoccupiamo di cogliere in pieno il principio ispiratore delle norme in favore del cliente contenute nella direttiva Mifid2 (M. Deroma, Efpa)

E’ uno dei tanti spunti, ma forse il più lucido, che stanno emergendo da ieri al Lingotto di Torino dove l’Efpa – l’Associazione europea che raggruppa i consulenti finanziari più qualificati per aver acquisito le varie certificazioni previste – ha riunito il suo convegno annuale, forte di circa mille partecipanti.

Il tutto, naturalmente, anche alla luce della discontinuità normativa comportata dalla Mifid 2: “Una direttiva che ha portato diversi cambiamenti, non solo di forma”, ha affermato Marco Deroma, presidente di Efpa Italia, che ha anche sottolineato come si stia manifestando nel settore un’attenzione diversa rispetto al passato della formazione: “E oggi noi ci preoccupiamo di cogliere in pieno il principio ispiratore delle norme in favore del cliente”.

“Un consulente più formato e un cliente finanziariamente più educato sono una win-win solution per tutti”, ha osservato in un suo intervento Emanuele Maria Carluccio, chiarman di Efpa Europe, sottolineando anche l’importanza della certificazione per il 70% dei consulenti interpellati dall’indagine promossa dalla società di ricerche Finer di Nicola Ronchetti.

E’ stata proprio questa Ricerca, dedicata alla memoria di Aldo Vittorio Varenna, sul “ruolo e l’evoluzione del consulenti finanziari e del financial planner in Europa” a porsi al centro della mattinata di oggi e ad essere commentata dalla successiva tavola rotonda.

Una ricerca che evidenziava, tra i tanti elementi interessanti, l’importanza di un approccio “olistico” alla consulenza, nel quale il professionista riesca a sviluppare un approccio personalizzato, specialistico ma insieme integrale, capace di fornire o far fornire risposte ai clienti su tutti i temi di loro interesse, quindi non solo la gestione patrimoniale mobiliare ma anche immobiliare, le questioni successorie, previdenziali e quant’altro.

Per essere, allo stesso tempo, un interlocutore specializzato ma capace di rispondere a tutte le domande del cliente, il consulente non può più essere un battitore libero e deve saper includere nella propria attività quotidiana la collaborazione con altre competenze.

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