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La Bce spiazza le previsioni e rinvia il ritocco dei tassi a metà 2020

"Contrariamente alle nostre aspettative, i tassi di interesse rimarranno invariati almeno fino alla prima metà del 2020". L'analisi di Andrew Wilson

mario draghi

Il governatore d

"In linea con le nostre aspettative, la Bce ha mantenuto la politica invariata ma ha riconosciuto i rischi al ribasso posti dalle misure commerciali protezionistiche, dalle incertezze geopolitiche e dalle vulnerabilità dei mercati emergenti". L'analisi della riunione della Bce di ieri a Vilnius, curata da Andrew Wilson, ceo for Emea and global head of fide income di Goldman Sachs Asset Management.

Siamo arrivati al 2019 e le previsioni ricrescita e di inflazione sono state riviste marginalmente al rialzo

Detto questo, siamo arrivati al 2019 e le previsioni ricrescita e di inflazione sono state riviste marginalmente al rialzo; le aspettative sulla crescita probabilmente riflettono una crescita del Pil del primo trimestre più forte del previsto; mentre le previsioni sull'inflazione si basano sugli sviluppi del settore energetico. Le prospettive di crescita oltre il 2020, tuttavia, sono state ridimensionate.
 
Contrariamente alle nostre aspettative, i tassi di interesse rimarranno invariati "almeno fino alla prima metà del 2020". Sono state smentite, così, tutte le previsioni fatte dal mercato. Pensiamo che sarebbe stato il segnale di una politica da "colombe" se questa decisione fosse stata assunta per la fine di quest'anno. 

Con approccio accomodante, i responsabili politici hanno discusso di possibili misure di allentamento in caso di "contingenze avverse", tra cui un ulteriore allentamento dei tassi ufficiali e il riavvio del quantitative leasing. Un sistema di riserva a più livelli ha anche ricevuto l'attenzione del mercato negli ultimi mesi, anche se di questo non è stato fatto cenno nel comunicato stampa ufficiale di fine riunione. 

L'economia dell'area dell'euro ha raggiunto il picco alla fine del 2017 insieme a diversi ostacoli, tra cui il protezionismo commerciale, i problemi del budget italiano e l'incertezza della Brexit

In ogni caso, non è quello che ci aspettiamo che la Bce adotti, visti gli ultimi commenti che sono arrivati. E dato l'approccio decisionale alla ricerca del consenso da parte delle banche centrali come la Bce (e la Fed), non pensiamo che il successore del presidente Mario Draghi potrà essere in grado di attuare tale politica s non con un sostegno più ampio.
 
Le prospettive per l'area dell'euro. Guardando oltre la riunione di questa settimana, continuiamo a prevedere che i tassi ufficiali rimarranno accomodanti nell'area dell'euro per un periodo prolungato di tempo.
 
L'economia dell'area dell'euro ha raggiunto il picco alla fine del 2017 insieme a diversi ostacoli, tra cui il protezionismo commerciale, i problemi del budget italiano e l'incertezza della Brexit, che pongono rischi al ribasso sulla nostra aspettativa che la crescita torni ad un ritmo più sostenuto entro  quest'anno.

Le regioni del globo che producono Pmi sono state in territorio di contrazione da febbraio, il tasso di disoccupazione tedesco è salito il mese scorso per la prima volta da fine 2016, e le aspettative sull'inflazione dell'area dell'euro sono scese a livelli che hanno preceduto l'annuncio di una politica non convenzionale nel 2015 e 2016.
 
Oltre ad un deterioramento del contesto ciclico, l'inflazione realizzata rimane contenuta, con na tendenza di fondo che registra un aumento annuale di appena lo 0,8% il mese scorso rispetto all'ultima stima. La debolezza dello scorso mese è stata in gran parte dovuta alla volatilità post-pasquale dei prezzi dei servizi, ma la tendenza più ampia dell'inflazione al di sotto del target rimane intatta.

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