rating & criteri Esg

Il senso di S&P Global Ratings per la finanza sostenibile

L'agenzia al suo primo incontro con la stampa dopo il lancio del suo indice sulla sostenibilità. Restano le distanze tra l'agenzia di rating e un pezzo importante delle utility italiane

S&P

Sono passati due mesi dal lancio del S&P 500 Esg, il primo indice globale dedicato ai criteri di valutazione Environmental, Social and Governance, più conosciuti con l'acronimo Esg. 

Impatto ambientale, inclusione e diversità nella gestione del personale, consumi energetici... sono tutti elementi che vanno a incidere realmente sul rating e quindi sull'accesso al credito

La società di rating S&P Global Ratings presentò, contestualmente all'indice, i punteggi S&P DJI Esg, calcolati da RobecoSAM.

Si tratta del primo tentativo di inquadrare questa nuova frontiera finanziaria all'interno di una cornice di valutazione generale, nonostante la vacatio regolatoria tutt'ora esistente e che, di certo, non aiuta  la crescita e il consolidamento del settore Esg sia tra gli investitori che tra le imprese.

Ben consapevole della maggiore sensibilità del Vecchio Continente ai temi della sostenibilità, rispetto a quanto lo sia, per il momento, il mercato in madrepatria, l'agenzia statunitense punta molto sugli Esg oltre il Pacifico. Con questo obiettivo, con la creazione del proprio indice dedicato, S&P ha stretto un contratto di licenza con Ubs Am per il lancio di fondi Etf allineati con S&P 500 Esg. 

In questo contesto si inserisce l'appuntamento che l'agenzia di rating ha avuto ieri con la stampa all'hotel Principe di Savoia a Milano. 

Dalla descrizione del processo di valutazione di S&P della sostenibilità delle aziende candidate a finanziamenti, descritti dalla componente del team global ratings sustainable finance, Corinne Bendersky, alla descrizione, affidata al country lead Italian corporate ratings, Renato Panichi, del contesto europeo nel quale l'indice di S&P si muove. 

Con l'indice S&P 500 Esg, la società di rating presentò anche i punteggi S&P DJI Esg, calcolati da RobecoSAM

L'appuntamento milanese è servito a descrivere la strategia seguita nella valutazione del rating di sostenibilità.

In attesa che la Commissione Europea (e i singoli stati a seguire) si munisca di una normativa definitiva.

Cambiamenti climatici, inclusione e diversità nella gestione del personale, consumi energetici... sono tutti elementi che vanno ad incidere sul rating complessivo (e quindi sull'accesso al credito) in modo importante.  

Con S&P, sul palco, anche una rappresentante di Enel, utility energetica italiana, che ha sottolineato la difficoltà, soprattutto per le imprese di dimensioni più piccole, nell'orientarsi tra le differenti modalità di valutazione dei criteri Esg, mutabili in base a dove e da chi vengano svolte. 

Enel, reduce dal lancio di un green bond da 1 miliardo di euro lo scorso gennaio, il 29 maggio ha partecipato alla tavola rotonda di Nn Ip dedicata proprio agli Esg. "Le agenzie di rating inizino a utilizzare gli Esg non solo come misuratori di rischi potenziali ma anche come parametri con cui valutare le strategie messe in campo dal modo produttivo", disse in quell'occasione Nicole della Vedova, head of capital markets di Enel. 

Quelli che possono apparire solo misuratori di rischi possono diventare fattori positivi di valutazione di strategie aziendali. Green bond? devono essere seguiti da azioni concrete (R. Panichi, S&P)

Parole ricordate da Investire, durante l'incontro di ieri, a cui Panichi ha risposto gettando acqua sul fuoco. "Quelli che possono apparire misuratori di rischi possono diventare fattori positivi di valutazione di strategie sostenibili aziendali concrete. Un esempio per tutti è rappresentato da una delle nostre case history, quella di Sygenta".

Da qui, il coerente giudizio che Panichi ha dei green bond, strumento per il recupero di risorse nel mercato del credito extra-bancario, a cui si è affidata Enel come molte altre big company dei servizi italiane, da Saipem a Snam, passando per Ferrovie.   

"I green bond non sono di per sé elementi virtuosi", ha risposto il manager a Investire. "È necessario che producano elementi concreti e misurabili di sostenibilità". In piena sintonia con la visione delle grandi società di investimento, ma un po' meno con un pezzo importante del settore industriale italiano.

"BlackRock ha detto chiaramente a tutte le società in cui investe di voler vedere gli effetti di strategie sostenibili", ha ricordato Panichi come riportato da un lancio Ansa. "Per il gestore americano questo è un elemento di differenziazione, di discriminazione nelle politiche di investimento. Il suo è un messaggio molto forte".

Sul fronte della sostenibilita' finanziaria "molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare, e' un work in progress", un tema ancora in divenire. Si tratta infatti di "un settore che ha conosciuto un grande sviluppo" e che potra' evolvere ancora molto, con ricadute anche sul mondo del rating e, in particolare, delle valutazioni scorporate". Ha detto aggiunto Roberto Paciotti, country manager S&P global Italy, intervenuto dopo Panichi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo