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il caso

Il gestore di fondi H2O del gruppo Natixis nell'occhio del ciclone

Accuse di conflitti di interessi coinvolgono una parte delle partecipazioni in aziende della società H2o Am, in particolare del fondo Allegro. Molti i contratti di distribuzione con intermediari italiani

Il gestore di fondi H2o del gruppo Natixis nell'occhio del ciclone

Una grande quantità di riscatti sta interessando in questi giorni i fondi di H2O Asset Management, società affiliata al gruppo Natixis Am. La ragione sono i sospetti di conflitto di interessi che stanno interessando il fondatore dell'azienda, Bruno Crastes

Come scrive il Sole 24 Ore oggi, i fondi in questione, dopo le brillanti performance del 2018, sospetti e timori sono calati su questi prodotti che devono i 30 miliardi di euro gestiti agli accordi distributivi stipulati con più di 30 intermediari italiani. Tra questi: Banca Generali, Bper, Azimut, Bnp Paribas, Fineco, CheBanca!, Mediolanum, Kairos e IWBank

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Dopo le accuse di conflitti di interesse è seguito un focus sulla componente illiquida dei portafogli societari, in particolare sugli asset al centro del fondo H2O Allegro (a seguire i fondi Adagio e Multibonds) che, non a caso, di recente ha ricevuto un rating "bronzo" da parte di Morningstar. "Ci preoccupa la concentrazione degli elementi di rischio sulle performance di aziende riconducibili a una stessa persona", ha detto l'analista della società di servizi finanziari di Chicago. 

Nella vicenda sarebbe coinvolto Lars Windhorst (brillante imprenditore quarantenne tedesco ma anche con una bancarotta alle spalle) che con la sua holding Tennor, è titolare di di varie emissioni di obbligazioni su cui i fondi "incriminati" hanno esposizioni. 

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