Il caso

Conflitto di interessi nei fondi H2O Am, la difesa di Crastes

Il fondatore della società del gruppo Natixis annuncia una verifica delle allocazioni e si difende dalle accuse: "Tra me e Lars Windhorst nessun legame, facciamo affari". Nel frattempo, Allegro perde 113 milioni di euro

Conflitto di interessi nei fondi H2O Am, la difesa di Crastes

Dopo la notizia rimbalzata dal Financial Times, all'Italia dei sospetti di conflitto di interessi nelle partecipazioni societarie del fondo Allegro della H2O Asset Management (gruppo Natixis) e i dubbi sulla componente illiquida dei portafogli societari, il fondatore Bruno Crastes (il primo in foto), ha rilasciato delle dichiarazioni indirizzate ai suoi investitori. 

Siamo concentrati su un unico fornitore, perché quando si investe nel debito privato si hanno più chances. I miei rapporti con Windhorst? Non abbiamo legami, siamo professionisti e facciamo affari (B. Crastes)

Crastes sceglie di parlare con il portale di news finanziarie londinese, CityWire Selector, minimizzando le critiche, definendole fisiologiche nel settore dei gestori di fondi.

Nulla cambierà nelle allocazioni interne al fondo, dichiara il manager, su cui, secondo il giornale statunitense si allunga (da qui il presunto conflitto di interessi) l'ombra delle obbligazioni che fanno capo all'imprenditore e finanziere tedesco, Lars Windhorst (il secondo in foto), e della sua holding Tennor.  

Il lavoro, per Crastes, va avanti "senza ascoltare il rumore". Anche se, aggiunge, H2O ha avviato un controllo di tutte le posizioni che i fondi hanno collezionato negli ultimi quattro anni. "Questo tipo di esperienza ti costringe a tornare indietro e controllare se tutto è stato fatto correttamente. Sarà fatto", ha dichiarato.

Non solo. Complessivamente i se fondi di H2O (Moderato, Allegro, Multibonds, Multistrategies, Vivace e Allegro), presentano masse gestite per oltre 19,1 miliardi di euro per un totale di 1,4 miliardi di euro in obbligazioni emesse da veicoli finanziari collegati al tedesco Windhorst. 

A questo riguardo, Crastes spiega il motivo di tale concentrazione su un unico soggetto. "Siamo concentrati su un unico fornitore perché quando si investe nel debito privato si hanno più chances se si scelgono offerte selezionate in cui si hanno grandi partecipazioni. Questa è stata la nostra strategia per avere un maggiore impatto sui termini delle obbligazioni".

Sui suoi rapporti con Windhorst, il manager aggiunge: "Non abbiamo legami, siamo professionisti e facciamo affari. Abbiamo presentato una richiesta a Tennor sei mesi fa per l'implementazione di un comitato consultivo. Non ci sono responsabilità, né un contratto né una partecipazione finanziaria".

La vicenda interessa direttamente l'Italia essendo molti (circa 30) i contratti di distribuzione con intermediari italiani

Gli effetti della vicenda sul mercato non si sono fatti attendere. L'agenzia di rating per fondi di investimento, Morningstar, ha posto sotto revisione Allegro esprimendo preoccupazioni sulla sua “liquidità e adeguatezza”. Il fondo, la settimana scorsa, ha registrato una diminuzione delle sue attività di 113 milioni

il commento di Sergio Luciano | Caso H20, una tempesta in un bicchier d'acqua

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo