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Lemanik: "Puntiamo su titoli italiani, ma il governo abbassi il deficit"

Il gestore Andrea Scauri: "Guardiamo ai titoli con alta esposizione extra-domestica, business model molto resilienti, capacità di generare cassa e solidi bilanci"

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“Le discussioni fra il governo italiano e la Commissione europea circa il possibile avvio della procedura di infrazione rappresentano un elemento chiave per il mercato domestico. Dati di deficit più favorevoli potrebbero portare a una riduzione della percezione del rischio Italia". Lo dice Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik, società che sta investendo sui bond italiani. 

Continuiamo a puntare sui titoli mid/small cap in portafoglio in quota Pir, che hanno performato estremamente bene, in particolare Inwit, Amplifon, Tinexta, Enav (A. Scauri, gestore azionario)

Quella che il futuro del paese sta vivendo è "un’evoluzione percepita favorevolmente dagli investitori circa il quadro politico italiano, spostando il focus su attese di crescita del Pil al 2020 e by-passando un’eventuale dato negativo del secondo semestre, potrebbero poi favorire il recupero”, aggiunge Scauri. 

E ancora: “In questo contesto, per i nostri portafogli puntiamo su titoli con alta esposizione extra-domestica, business model molto resilienti, capacità di generare cassa e solidi bilanci, come Ferrari, Amplifon, Enel, Moncler, Atlantia e Fineco”.

A livello globale, ci sono una serie di incognite sul prossimo futuro. Il risultato dell’incontro fra i presidenti degli Stati Uniti e Cina al prossimo G20 è una di queste: un’eventuale riapertura dei negoziati sul tema trade war, potrebbe fare proseguire il recupero degli indici azionari mondiali.

Un dato sicuramente interessante è che il posizionamento degli investitori a livello globale è sicuramente molto avverso al rischio in questo momento (risk-off), con una componente degli asset detenuta in cash su livelli massimi dagli ultimi mesi.

Risultati positivi dal G20 potrebbero portare gli asset manager globali a riposizionarsi su asset rischiosi (risk-on). Gli occhi dovranno poi restare puntati sulle decisioni della Fed. Al momento gli operatori stanno cominciando a prezzare un taglio dei tassi di interesse da qui a marzo 2020, con una probabilità pari a circa l’80%.

Questo nonostante i dati sull’economia americana tutto sommato ancora forti, con l’unica esclusione rappresentata dall’incremento dei salari. Un eventuale atteggiamento più duro da parte della Fed potrebbe portare a disattendere tali aspettative, generando una correzione degli indici americani e di conseguenza mondiali.

“È evidente che le opzionalità di reazione dei mercati a tali eventi sono varie”, spiega Scauri. “Riteniamo quindi opportuno al momento non prendere view forti, rimanendo con l’asset allocation attuale, pronti ad agire di conseguenza e sfruttando soprattutto movimenti di volatilità”.

Nella scelta della composizione di portafoglio, riteniamo che le dinamiche attuali non permettano di costruire un solido investment case sul settore finanziario. Le aspettative su un miglioramento dei tassi, con conseguenze positive su margine di interesse e ROTE (rendimento del patrimonio netto tangibile) sono altamente improbabili.

I “sussidi” da parte della Bce attraverso una nuova finestra TLTRO sono dei palliativi. Investiment case, basati solo su miglioramenti di qualche basis point relativamente al capitale, non sono sufficienti per costruire posizioni sul settore di medio/lungo termine. Continuiamo a puntare invece sui titoli mid/small cap in portafoglio in quota Pir, che hanno performato estremamente bene, in particolare Inwit, Amplifon, Tinexta, Enav.

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