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Carlo Cimbri: "Unipol al 20% del capitale di Bper entro fine giugno"

Nei giorni scorsi la quota dell'istituto nella Banca popolare dell'Emilia Romagna era salita al 18,5%. Da Roma, il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, contro la frammentazione del settore bancario: "Creiamo campioni europei"

Carlo Cimbri: "Unipol salirà al 20% del capitale di Bper"

Unipol salirà al 20% di Bper "entro la fine di giugno". Lo conferma l'ad del gruppo Unipol, Carlo Cimbri (il primo in foto), a margine della presentazione del bilancio integrato 2018 del gruppo. Unipol, si legge su Adnkronos, nei giorni scorsi era salita al 18,5% di Bper.

Saliremo al 20% di Bper entro la fine di giugno (Carlo Cimbri, ad Unipol)

Oggi arriva anche l'allarme del direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini (il secondo in foto) sull'eccessiva frammentazione del settore bancario italiano.

"Il fatto che dalle 431 banche di marzo 2017 si è scesi a marzo 2019 a 113 banche o gruppi bancari indipendenti", è un passo in avanti importante ma ancora non esaustivo. "Il vero problema è la creazione di campioni europei", ha detto Sabatini durante il suo intervento al convegno 'Oltre Basilea' di oggi a Roma. 

"C'è un eccesso di capacità produttiva", ha continuato il direttore, "è necessario che riparta l'ondata di M&A, un processo che in Italia è in corso", come dimostra la riduzione degli istituti grazie all'accorpamento "con le banche di credito cooperativo, raggruppate in due gruppi bancari e quelle trentine che hanno scelto l'investor protection".  

Di positivo c'è che "il processo di riparazione del settore bancario è completato, grazie anche alla pressione dei supervisori", con una riduzione degli Npl che, spiega Sabatini, "procede in modo molto più accelerato rispetto alle nostre previsioni". Anche se "qualcuno metteva in dubbio la possibilità di una discesa così veloce per gli istituti italiani".

Non è possibile gestire un settore se le regole cambiano continuamente. Sarebbe opportuna una verifica (Giovanni Sabatini, Abi)

"In base alle nostre nuove proiezioni", ha detto il direttore generale, "alla fine 2021 anche il rapporto dei crediti deteriorati lordi sul totale degli impieghi scenderà sotto la soglia di normalità del 5% individuata dall'Eba".

A remare contro questi "enormi progressi" del settore bancario (con "flussi di nuovi crediti deteriorati ormai inferiori ai livelli pre-crisi, calo dello stock, e livello di patrimonializzazione che continua a crescere"), va evidenziato che la pressione normativa sulle banche continua".

"Riteniamo opportuna una pausa regolamentare per valutare il quadro attuale delle regole nel rispetto dei principi di responsabilità, proporzionalità, trasparenza, coerenza della regolamentazione". Sabatini ha proseguito osservando come "non è possibile gestire un settore se le regole cambiano continuamente".

"Forse", ha aggiunto, "sarebbe opportuna una verifica sulle regole esistenti, per vedere se non ci sono stati effetti negativi sulla crescita". Infatti, spiega Sabatini, "in Europa abbiamo 4 livelli di regole, non sempre perfettamente coordinati: è giusto che il supervisore usi il bastone, ma a volte è anche necessaria la carota degli incentivi", ad esempio "rimuovendo gli ostacoli regolamentari sugli investimenti in tecnologia".

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