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Un accordo tra Usa-Cina al prossimo G20? Ci crediamo poco

"Se i negoziati riprendessero, ci aspettiamo che Pechino avrà la capacità di riequilibrare l'economia con stimoli monetari e fiscali, ma solo nella misura in cui l'economia globale non scivolerà in recessione". L'analisi di Anthony Chan

Un accordo tra Usa-Cina al prossimo G20? Ci crediamo poco

"Una rottura totale dei colloqui tra Stati Uniti e Cina al vertice G20 sembra improbabile. Tuttavia, non sono stati fatti passi in avanti importanti su quelle tematiche che il mese scorso hanno causato una brusca conclusione dei negoziati. Restano sul tavolo temi come l'abolizione delle tariffe e le modifiche delle normative cinesi volte a soddisfare la richiesta USA di riforme sul fronte dei trasferimenti forzati di tecnologia e dell'accesso al mercato". L'analisi di Anthony Chan, chief Asia investment strategist di Union Bancaire Privée (UBP).  

A nostro avviso, il risultato più probabile della riunione del G20 è una tregua prolungata, con una ripresa dei negoziati, ma con il mantenimento di tutte le tariffe esistenti.

Esistono tre diversi possibili scenari: nessun accordo commerciale con la conseguente ripresa dei negoziati e nessuna rimozione dei dazi (probabilità del 50%); accordo commerciale con nuove tariffe abolite (20% delle probabilità); completa rottura delle relazioni tra i due Paesi, con un'escalation delle tensioni e spostamento verso sanzioni non commerciali (30%).

Nel caso vengano riprese le trattative commerciali, come previsto nel primo scenario, il potenziale di rialzo sarà poco entusiasmante a causa dell'attuale vincolo tariffario e delle ancora preoccupanti relazioni Usa-Cina. L'attenzione degli investitori verso politiche di stimolo provenienti sia dalla Cina che dagli Stati Uniti saranno i principali driver di mercato.

La Federal Reserve ha già adottato toni dovish nelle sue ultime comunicazioni ed è solo questione di tempo per il prossimo taglio dei tassi. Sul lato cinese, ci aspettiamo che Pechino avrà la capacità di riequilibrare l'economia con stimoli monetari e fiscali, ma solo nella misura in cui l'economia globale non scivolerà in recessione. Secondo le nostre previsioni, in questa fase si tratta solo di un tail risk.

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