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l'intervista

Il super advisor italiano? È certificato

Marco Deroma, presidente di Efpa Italia, traccia il futuro della certificazione professionale. Nel mirino anche assicuratori e dottori commercialisti

Il super advisor italiano? È certificato

La strada verso la creazione di un sistema di super-consulenti, con competenze che vanno oltre gli orizzonti degli investimenti finanziari, passa anche per la certificazione professionale. L’universo Efpa attualmente è la punta di diamante in Europa nella costruzione di professionisti dotati di adeguate competenze e certificate. E il nostro paese è da sempre un avamposto importante nel sistema della certificazione, come spiega a Investire Marco Deroma, presidente di Efpa Italia.

Aumenteremo il nostro impegno a collaborare con gli intermediari, sia bancari che reti. Il tutto senza tralasciare il mondo dei consulenti autonomi

Deroma, Efpa Italia sotto la sua presidenza ha quota 6000 certificati nel mirino, ponendo l’Italia a paese leader (con la Spagna e la Gran Bretagna) del sistema europeo della certificazione. Quale obiettivo di certificati può raggiungere la fondazione nei prossimi anni e a che condizioni ciò potrà verificarsi?

Efpa Italia già oggi si qualifica come sistema di certificazione per financial advisor e financial planner con una reputazione di eccellenza nel nostro paese.

L’obiettivo della Fondazione per il futuro è quello di consolidare la propria posizione aumentando il numero dei suoi professionisti certificati mettendo nel mirino proprio i risultati raggiunti da paesi come Spagna e Regno Unito.

Per fare ciò sarà necessario aumentare ulteriormente il nostro impegno a collaborare con gli intermediari, sia bancari che reti. Il tutto senza tralasciare il mondo dei consulenti autonomi.

Secondo lei attraverso quali tipologie di professionisti il sistema Efpa può crescere ancora in Italia? Bancari, assicuratori o commercialisti?

Il bacino di utenza della fondazione si compone in prevalenza di consulenti finanziari appartenenti alle reti di consulenza e al personale bancario. In un sistema finanziario italiano che si contraddistingue per essere tendenzialmente banco-centrico, è naturale che l’attenzione di Efpa Italia sia orientata al trovare un punto di incontro con gli istituti per offrire ai loro dipendenti, interessati a conseguire una certificazione di conoscenze e competenze indipendente e condivisa a livello europeo, l’opportunità di farlo.

L’apertura a categorie come quella di assicuratori e commercialisti non è da escludersi, ma molto dipenderà da quali saranno le direttrici di evoluzione del mercato. Risulta più facile comunque immaginare la possibilità di un allargamento del bacino di utenza della fondazione al ramo assicurativo, ancor di più se si considera che i prodotti assicurativi fanno già parte della preparazione richiesta ai candidati che si sottopongono all’esame per le certificazioni Efpa. 

L’importanza di un attestato di conoscenze e competenze indipendente è molto sentita da parte delle reti interessate a testare il proprio personale sulla base degli standard dell'Eip e dell'Efa

Ritiene che complessivamente le reti di consulenti finanziari abbiano compreso l’importanza della certificazione professionale, varando programmi formativi finalizzati al conseguimento del certificato per i propri consulenti o potevano fare di più?

L’importanza di conseguire un attestato di conoscenze e competenze indipendente e di qualità è stata molto sentita da parte delle reti di consulenti finanziari, interessate a testare il proprio personale sulla base degli standard definiti sia dal livello Eip (European financial practitioner) sia dal livello Efa (European financial advisor).

Al momento sono in via di sviluppo programmi formativi specifici finalizzati proprio al raggiungimento dei livelli di preparazione idonei al conseguimento delle certificazioni. 

Efpa Italia è di fatto controllata dall’Anasf, l’associazione di categoria dei cf abilitati all’offerta fuori sede. Sono maturi i tempi per l’allargamento della base degli azionisti, per esempio alle associazioni di intermediari come Abi e Assoreti? Quali potrebbero essere i vantaggi?

Nonostante Anasf rimanga fondatore e conferente unico di Efpa Italia, la fondazione preserva la sua identità, in linea agli standard di indipendenza tra formazione e certificazione necessari per assicurare dei criteri di valutazione obiettivi e non autoreferenziali. Detto ciò persiste l’interesse a sviluppare una più stretta collaborazione con gli enti formativi che fanno capo agli intermediari, come Abi formazione o Assoreti formazione. 

La Mifid 2 sta favorendo o ostacolando il processo di crescita della certificazione?

Mifid2 ha portato un forte richiamo alla rilevanza dell’attestazione oggettiva di livelli minimi di conoscenza e competenza del personale adibito all’erogazione di informazioni o consulenza in tema di investimento. La ratifica della normativa da parte delle autorità competenti ha mancato di sottolineare l’importanza di una certificazione indipendente, ma stiamo comunque riscontrando una crescente sensibilità verso il tema da parte degli intermediari. 

La ratifica della normativa da parte delle autorità competenti ha mancato di sottolineare l’importanza di una certificazione indipendente

Come sono suddivisi oggi i 6000 certificati? Qual è la certificazione di punta oggi in Italia? 

Oltre il 50% dei professionisti certificati Efpa Italia hanno prediletto l’Efa, livello di certificazione che riguarda l’attività di consulenza finanziaria. Abbiamo registrato inoltre un forte interesse per l’Eip, indirizzato a coloro che offrono il servizio di consulenza di base, che ha una sua dignità ed è visto come primo step per affrontare i successivi.

Ci sono novità in vista per quanto attiene i programmi formativi e gli esami?

Efpa è sempre attenta a mantenere i propri livelli di qualifica perfettamente allineati alle novità normative. Lo Standard and qualification committee (Sqc) si occupa di porre periodicamente in revisione i contenuti dei programmi e verificare che le diverse affiliate si siano uniformate nell’applicazione delle modifiche richieste. In questo processo di updating a breve verranno resi noti i nuovi programmi d’esame che vedranno l’ampliamento delle tematiche incluse sia ai temi Esg, sia alle novità normative in ambito di product governance, rendicontazione dei costi e applicazione delle direttive Idd e Mcd.

Parliamo dell’Efpa Meeting di Torino, quale sarà il filo conduttore della manifestazione?

Durante l’Efpa Italia Meeting di Torino cercheremo di dare una chiave di lettura diversa all’ormai nota ondata di cambiamento che ha travolto il mondo della consulenza finanziaria. L’industria è chiamata a mettere in atto una rivoluzione e a mettere in discussione le proprie certezze per abbracciare nuovi modi di operare e di concepire il ruolo stesso del consulente finanziario.

La due giorni torinese (6-7 giugno, Centro Congressi Lingotto di Torino, ndr) si concentrerà sulla figura del consulente finanziario, offrendo uno strumento di orientamento che accompagni il professionista a comprendere la propria dimensione e il proprio perimetro operativo, così da poter prendere consapevolezza delle conoscenze e competenze che gli vengono richieste e che meglio rispondono alle esigenze del cliente.

In questo percorso i vari stakeholder avranno modo di esprimere la loro opinione, direttamente o indirettamente, grazie a momenti di dialogo e confronto e alla presentazione dei risultati della ricerca europea, in memoria di Aldo Varenna, sulle percezioni del consulente finanziario riguardo il suo ruolo e sul giudizio che i clienti hanno di esso. Interessanti saranno anche i risultati di un sondaggio condotto da Investire volto a raccogliere l’opinione diretta dei risparmiatori italiani sulla figura del financial advisor. 

*articolo pubblicato su Investire di giugno

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