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Troppo ottimismo da parte dei mercati su un esito positivo per la guerra dei dazi

"L’S&P 500 ha guadagnato oltre il 6% da inizio giugno e da parte nostra abbiamo ridotto l’esposizione azionaria, dato che non riteniamo verosimile che questi guadagni possano essere mantenuti". L'analisi di Volker Schmidt

Troppo ottimismo da parte dei mercati su un esito positivo per la guerra dei dazi

“Dal punto di vista economico, l’evento clou del G20 di Osaka sarà l’incontro tra il presidente americano Donald Trump e la sua controparte cinese, Xi Jinping”, premette Volker Schmidt, senior portfolio manager di Ethenea.

“All’inizio di giugno i mercati erano molto scettici su una rapida composizione della guerra commerciale Usa-Cina e, anzi, si attendevano un inasprimento tariffario. Eppure, con l’avvio del summit, i mercati hanno mostrato un crescente ottimismo sulla possibilità di evitare nuovi dazi e su un riavvicinamento tra i due rivali verso un possibile accordo su nuovi principi commerciali”.

"Un ottimismo”, sottolinea Schmidt, “solo parzialmente condivisibile, perché i mercati sembrano avere già prezzato fin troppe notizie positive”.

"L’S&P 500 ha guadagnato oltre il 6% da inizio giugno e da parte nostra abbiamo ridotto l’esposizione azionaria, dato che non riteniamo verosimile che questi guadagni possano essere mantenuti”, prosegue il gestore di Ethenea.

E ancora: "Ci aspettiamo sì una tregua tra i due avversari commerciali, ma la strada verso una soluzione duratura sarà lunga e non priva di battute d’arresto, perché entrambi i paesi continueranno a battersi per avere un peso maggiore nel commercio globale. Tutto questo condurrà, con tutta probabilità, a una crescita dell’economia mondiale lenta ma continua, riducendo anche la necessità di ricorrere a beni rifugio".

"Di conseguenza, abbiamo anche ridotto le nostre posizioni sull’oro e abbiamo effettuato una parziale copertura degli investimenti in dollari, per proteggerci da un possibile deprezzamento della valuta Usa contro l’euro. Mentre restiamo positivi sul credito corporate, dato che le obbligazioni dovrebbero beneficiare ulteriormente del sostegno delle banche centrali", conclude Schmidt.

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