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Colombani (First-Cisl):  "Più capitale umano, meno algoritmi"

Il segretario dei bancari torna a parlare di rinnovo del contratto nazionale. "Vista l’attuale bassa redditività degli impieghi, è necessario ritornare ad affidarsi alla professionalità dei lavoratori e non a un algoritmo"

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“Questo contratto dovrà essere innovativo e per il Paese”, cosi ha ribadito il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, all’incontro a Roma fra le organizzazioni sindacali e l’Associazione bancaria italiana per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore creditizio. 

In questi anni di crisi abbiamo assistito ad un aumento significativo del prodotto bancario per lavoratore e quindi a all'incremento della produttività del lavoro nelle imprese bancarie (Colombani, First-Cisl)

In risposta alla rappresentazione di Abi relativa al quadro economico di riferimento, il segretario generale di First Cisl ha sottolineato la necessità di tornare a investire sul capitale umano e soprattutto sull’importanza di superare gli attuali schemi per affrontare il futuro.

In questi anni di crisi “abbiamo assistito ad un aumento significativo del prodotto bancario per lavoratore e quindi al significativo incremento della produttività del lavoro nelle imprese bancarie”.

“Vista l’attuale bassa redditività degli impieghi, è necessario ritornare ad affidarsi alla professionalità dei lavoratori al fine di erogare credito alle PMI e alle famiglie, evitando l’utilizzo di algoritmi alla base dell’erogazione dei prestiti", continua Colombani. "Così si sostiene il sistema produttivo e il sistema paese e, al tempo stesso, si garantiscono fonti di ricavo alle banche. In termini più generali è necessario cercare nuove e sostenibili fonti di ricavi, considerando che l’apporto del lavoro e della sue competenze sono fattori fondamentali.”

“Anche la veloce dismissione degli NPL” ha proseguito il segretario generale di First Cisl“ produrrà, come diciamo dal 2017, seri effetti sull’economia dei territori per effetto di scellerate modalità di gestione da parte delle società specializzate. Il rischio è che queste chiedano rimborsi dei prestiti senza porsi il tema della capacità di resilienza di questa o quella realtà produttiva, con ricadute potenzialmente drammatiche per i territori e le famiglie. Riccardo Colombani, enfatizzando il ruolo sociale delle banche, ha concluso, argomentando sul Monte dei Paschi di Siena: “E’ un problema del Paese e quindi anche di questo tavolo".

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