Quantcast

lo studio | Sentiment del Mercato Immobiliare 

Immobiliare, investitori istituzionali a caccia di uffici

Oltre alla destinazione d'uso commerciale, il mondo degli investimenti guarda all'industriale. Bene anche l'alberghiero, soprattutto nelle isole e a Roma. Il settore si dimostra nel complesso ottimista per il futuro

Immobiliare, investitori istituzionali a caccia di uffici

Gli operatori del settore si aspettano una crescita del real estate. È quanto emerge dall'indice Fiups che nel primo quadrimestre 2019 conferma un trend di stabilità.

L'indagine, svolta dall'Università di Parma, insieme a Federimmobiliare e Sorgente group, si basa sull'indice qualitativo Fiups e consiste in duecento interviste ad altrettanti operatori di ogni settore dell'immobiliare, dal finanziario alle costruzioni, passando per la vendita

Lo studio, elaborato su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, si basa su interviste rivolte a circa duecento operatori del mercato, appartenenti ai settori del trading, development, property management, facility management, progettazione, valutazione, consulenza e finanza immobiliare.

L''indagine ha il nome è esplicativo di Sentiment del Mercato Immobiliare e il Fiups è un indice dal profilo qualitativo sul quale l'indagine è basata. L'obiettivo è individuare le aspettative espresse dalle varie filiere dell'industria immobiliare nei 12 mesi a seguire.

La stabilità, preconizzata dagli addetti ai lavori intervistati, deriva dal sostanziale equilibrio tra chi ritiene che la situazione economica degli ultimi 12 mesi sia rimasta, appunto, stabile (pari al 47,19% del campione), chi pensa che la situazione sia peggiorata (pari al 34,83%) e chi, invece, ha il sentiment che la situazione sia migliorata (pari al 12,36%).

Partiamo dalla fine, concentrando il primo focus sul fronte investimenti nel real estate. Come nelle precedenti rilevazioni dell'indice Fiups, si legge su Adnkronos, secondo gli operatori di settore, gli investitori istituzionali guardano con attenzione al comparto uffici, con quote pari al 34,21% per le casse di previdenza, 63,16% per i fondi pensione e 71,05% per le compagnie di assicurazione. 

Secondo gli intervistati, le casse di previdenza mostrano un discreto interesse anche per il comparto commerciale (34,21%) e per quello industriale (18,42%). Rispetto alla situazione attuale, la domanda di investimento futura attraverso i fondi immobiliari da parte di investitori istituzionali prevede una situazione di stabilità per tutte le tipologie, seppure con differenti quote.

Si prevede una riduzione, sia moderata che forte, per i fondi ad apporto retail e ordinari retail. Si rileva una moderata crescita per i fondi speculativi, ordinari riservati e fondi di fondi

Tuttavia, sono significative le percentuali di coloro che prevedono una riduzione, sia moderata che forte, per i fondi ad apporto retail e ordinari retail. Si rileva una moderata crescita per i fondi speculativi, ordinari riservati e fondi di fondi. Infine il panel degli intervistati ritiene, per il 52,33%, che il livello dei tassi rimarrà negativo anche nel 2020 e svolgerà un ruolo del tutto neutro in funzione del mercato immobiliare, al punto da non percepire più il loro effetto sull'economia.

Circa l'immissione dei primi NPL immobiliari sul mercato, il 47,67% degli intervistati lo accoglie positivamente. Di contro, il 19,77% esprime parere negativo. Significativa è anche la quota di coloro che invece ritengono che l'immissione di Npl immobiliari non avrà alcun impatto (32,56%).

Circa la prospettiva futura (orizzonte temporale a 12 mesi) dell'economia del Paese, quasi il 50% degli intervistati prevede ancora una situazione di stabilità. Il sentiment riscontrato nel settore immobiliare per i futuri 12 mesi prospetta una stable situation, con una quota pari al 68,54% (in calo di 2 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione).

Per contro, il 22.47% degli operatori pronostica una situazione in miglioramento, cui fa seguito la quota residuale di coloro che prevedono una fase negativa. Le aspettative sulle attività (aziendale o professionale) degli intervistati per i prossimi 12 mesi si dividono fra chi prevede una stabilità (49,43%) e chi presagisce un incremento (37,93%).

Sempre nei prossimi 12 mesi, gli intervistati prevedono che i prezzi degli immobili resteranno per lo più stabili, con quote che variano dal 35,63% del comparto industriale al 61,80% del comparto uffici. In evidenza segnali di una moderata riduzione dei prezzi, soprattutto per il comparto industriale (45,98%) e commerciale (37,08%) e indicazioni di una moderata crescita per il comparto alberghiero (34,12%).

Come nel precedente quadrimestre, è significativa la quota di coloro che prevedono una moderata crescita per il comparto industriale (43,68%) e una moderata riduzione per il comparto alberghiero (14,94%) e residenziale (15,73%)

La prima rilevazione del 2019, nella percezione degli operatori, delinea per il futuro una situazione di stabilità del tempo medio di vendita per tutti i comparti. Come nel precedente quadrimestre, è significativa la quota di coloro che prevedono una moderata crescita per il comparto industriale (43,68%) e una moderata riduzione per il comparto alberghiero (14,94%) e residenziale (15,73%).

Anche in questo quadrimestre il comparto maggiormente richiesto appare nel complesso quello alberghiero, per il quale si prevede uno scostamento tra prezzo richiesto e prezzo di realizzo, da parte del pool degli intervistati, basso (42,17%), molto basso (12,05%) o nullo (20,48%).

In particolare, il Nord Ovest mantiene la propria attrattività per il comparto uffici (76,32%), commerciale (56,58%) e residenziale (53,95%). Il Nord Est continua a detenere il primato per il settore industriale (57,89%), il Sud Italia si conferma attraente per la sezione alberghiera (31,58%). Il Centro Italia risulta interessante per tutti i comparti. Le Isole denotano un leggero appeal per il solo comparto alberghiero, frutto della loro rinomata fama come mete turistiche estive.

Il focus relativo a Roma e Milano, le due città italiane caratterizzate dal mercato immobiliare più dinamico, evidenzia il centro cittadino di Roma particolarmente appetibile per gli investimenti nel comparto alberghiero, mentre il centro di Milano risulta attraente per il comparto uffici. E sebbene Roma e Milano presentino comportamenti analoghi circa tipologia di asset class e macro-area geografica di interesse, il capoluogo meneghino resta sempre più attraente della Capitale.

Passando alle mete turistiche d'élite, secondo gli operatori intervistati, Cortina continua a rappresentare la città per la quale si prevedono i maggiori investimenti in ambito alberghiero e residenziale anche in vista delle Olimpiadi invernali 2026 che sono state assegnate a Milano e Cortina.

Secondo un terzo degli intervistati vi sono ottime possibilità di investimento in ambito commerciale a Taormina. Seguono Cortina e Capri

Secondo un terzo degli intervistati vi sono ottime possibilità di investimento in ambito commerciale a Taormina. Seguono Cortina e Capri. Anche gli operatori istituzionali confermano le aspettative di stabilità, con quote maggiori al 60% per le tre tipologie di investitori considerate.

Il 48% degli italiani in cerca di un immobile da acquistare si è affidato sin da subito ad un agente immobiliare, mentre il 47% ha preferito, almeno inizialmente, organizzarsi in autonomia, acquisendo informazioni da siti comparatori e app (23%), direttamente da privati tramite valutazione di annunci o passaparola (13%), dal costruttore (8%).

È quanto emerge dall'indagine 2019 "Il ruolo dell'agente immobiliare" realizzata da Nomisma per conto di Fimaa, la Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l'Italia. Stando allo studio, dopo le prime ricerche il 52% di chi effettivamente procede con l'acquisto dell'immobile conclude la transazione con un agente immobiliare, per il 42% degli agenti immobiliari, inoltre, è fondamentale una laurea ad hoc.

La ricerca è stata presentata oggi, a Roma, nel corso dell'Assemblea Fimaa, in rappresentanza delle 12mila imprese associate per oltre 45mila addetti, dove tra gli altri sono intervenuti il presidente Confcommercio-Imprese per l'Italia, Carlo Sangalli, e il presidente Fiab ci Italia, Antonio Campagnoli.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo