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"Meglio gli Eltif dei Pir. H2O? La nostra esposizione non supera i 30 milioni"

Massimo Doris, intervistato oggi dal Sole 24 Ore, ammette anche la propria disponibilità a prendere in considerazione l'acquisizione di una rete di consulenti. "Ma è necessario che i soci abbiano una reale volontà di vendere"

"Meglio gli Eltif dei Pir. H2O? La nostra esposizione non supera i 30 milioni"

Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum

"Banca Generali, Fineco, Fideuram e Allianz Bank sono ottime reti, potenzialmente appetibili per noi (...) oltre al prezzo è importante la volontà effettiva di vendere da parte di chi esercita il controllo". A parlare è Massimo Doris in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore di oggi. 

Banca Generali, Fineco, Fideuram e Allianz Bank sono ottime reti, potenzialmente appetibili per noi. Oltre al prezzo è importante la volontà effettiva di vendere da parte di chi esercita il controllo

L'amministratore delegato di Banca Mediolanum conferma la propria apertura a una possibile acquisizione di un rete di consulenti italiana, "quando si presenterà la possibilità". Doris lo dice chiaramente "A parte Fineco (fresca di scissione dalla "società madre", Unicredit, ndr.) le altre sono saldamente nelle mani di azionisti importanti, senza il consenso dei quali è anche inutile sedersi a discutere".

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Doris parla di attualità politica toccando un tema molto caro alla sua private bank: il finanziamento all'economica reale con il sistema dei Pir. All'ad la nuova normativa sui Piani individuali di risparmio non piace. "Le nuove regole sono valide", dice, "ma inapplucabili". Per Massimo Doris "per portare linfa alle Pmi italiane gli Eltif sarebbero l o strumento ideale". Ma il punto è sempre lo stesso: l'effettiva accessibilità da parte dei risparmiatori a questi strumenti finanziari.

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Anche Mediolanum, come ad esempio Generali, ha sentito da vicino lo smottamento prodotto dal recente scandalo finanziario che ha coinvolto i fondi gestiti da H2O, la società del gruppo Natixis. Doris al riguardo ridimensiona la portata del fatto per quel che riguarda il proprio istituto.

"Su 70 miliardi di euro che abbiamo in gestione, parliamo di 240-250 milioni (investiti negli strumenti illiquidi in cui la H2O è presente attraverso i suoi fondi Allegro, Adagio e Multibonds, ndr.) la maggior parte in fondi di fondi detenuti dalla Sgr irlandese, che abbiamo però ceduto in due riprese. A oggi", aggiunge rispondendo al Sole, "restano 30 milioni presenti nelle polizze MyLife e MyStyle (...) Nel complesso sono impattati circa 1.700 clienti, con esposizioni residuali, sui 1.250.000 che abbiamo", spiega l'ad.

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