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Vicenda diamanti, perché la responsabilità delle banche è piena

Altro che mera segnalazione, la banca ha un vero e proprio obbligo di prestare una consulenza non solo finanziaria, ma “totale” al cliente

Vicenda diamanti, perché la responsabilità delle banche è piena

L’offerta al pubblico di beni in natura è stata considerata quale di natura finanziaria in presenza di determinate condizioni. In particolare, sui diamanti, la Consob ha ritenuto sussistere i requisiti dei prodotti finanziari in presenza di previsione, anche con atti collegati, di elementi come: promesse di rendimenti; obblighi di riacquisto; realizzazione di profitti; vincoli al godimento del bene.

Ciò in base alla Comunicazione n. 13038246 del 6 maggio 2013, confermata in nota del 31 gennaio 2107, pubblicata in “Consob Informa” n. 4/2017 del 6 febbraio 20117.Tale argomento attiene ad operazioni finanziarie “simulate”, ma non sembra applicabile in modo proficuo alle recenti vicende, in cui l’oggetto dell’offerta era effettivamente il diamante considerato in via intrinseca, peraltro con promesse di facile guadagno del tutto inattendibili.

Il vero nodo è di valutare se la banca, che tra l’altro ha ricevuto corposi vantaggi dalla società di diamanti, possa limitarsi a eccepire di avere svolto una sola segnalazione, in ogni caso assistita da pressanti inviti alla clientela. Al riguardo si ritiene che tale eccezione non sia sufficiente, in quanto la banca ha un vero e proprio obbligo, ogniqualvolta assista i clienti in operazioni sofisticate, di prestare una consulenza non solo finanziaria, ma addirittura “totale”.

In tale ambito, è suo preciso dovere fornire ai clienti indicazioni sugli elementi necessari per valutare l’attendibilità della proposta della società offerente, in questo caso di diamanti. Pur non essendo esperta in materia di diamanti, è suo dovere indicare al cliente quali elementi oggettivi siano necessari per una valutazione della serietà dell’offerta (incrocio tra due-tre listini oggettivi e non di parte, perizia di un esperto iscritto in albi professionali), nonché il proprio vantaggio commissionale (affinché il cliente valuti l’effettivo interesse della banca in merito). Ciò proprio perché la sua è una consulenza totale.

*Avvocato, Studio legale Bochicchio & Partners
 

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