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Visco: "L'economia è ferma, necessaria un'intesa tra politica e finanza"

L'intervento del governatore di Banca d'Italia al centenario di Abi a Milano è stato un richiamo all'unità rivolto ai mondi della politica, della finanza e dell'economia

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al centenario dell'Abi

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al centenario Abi

A Palazzo Mezzanotte, per il centenario dell'Abi, oggi erano presenti le più alte cariche del Paese: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, il ministro dell'economia, Giovanni Tria, e il presidente dell'associazione dei banchieri, Antonio Patuelli.

"Nonostante il lieve miglioramento nel primo trimestre di quest'anno, in Italia l'attività economica ristagna, risentendo soprattutto della perdita di vigore del ciclo industriale". Lo afferma il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, a Milano per l'assemblea dell'Abi.

Nonostante il lieve miglioramento nel primo trimestre di quest'anno, in Italia l'attività economica ristagna, risentendo soprattutto della perdita di vigore del ciclo industriale (Visco, Bankitalia)

"Secondo le nostre indagini", ha continuato, "le imprese si attendono un rallentamento della domanda nei prossimi mesi e un'espansione molto modesta degli investimenti nel complesso dell'anno. Nella proiezione centrale riportata nel Bollettino la crescita del Pil è pari allo 0,1 per cento nel 2019 e a poco meno dell'1 nella media del biennio successivo". 

E ha aggiunto: "su queste stime pesano rischi connessi sia con gli sviluppi internazionali sia con la domanda interna. La fiducia di famiglie e imprese potrebbe risentire di incertezze sulla politica di bilancio, dissipate per l'anno in corso ma ancora vive per il successivo". 

"Sulle banche di credito cooperativo gli interventi di razionalizzazione necessari andranno condotti tempestivamente, con riferimento in particolare alla redditività delle reti di sportelli e alle loro dimensioni", ha proseguito il governatore Ignazio Visco, nel suo intervento all'Abi.

Per il numero uno di Banca d'Italia, "la capacità delle Bcc di continuare a operare al servizio dei territori di insediamento richiede che i sistemi di gestione e controllo dei rischi convergano in tempi brevi verso standard elevati, anche al fine di prevenire il sorgere di relazioni d'affari improprie o situazioni di conflitto di interesse. Le capogruppo devono esercitare con determinazione i poteri di intervento che il nuovo quadro normativo gli riconosce, affrontando in modo incisivo le problematiche delle Bcc con debolezze strutturali".

Il controllo dei rischi convergano in tempi brevi verso standard elevati, anche al fine di prevenire il sorgere di relazioni d'affari improprie o situazioni di conflitto di interesse (Visco)

"L'accesso alla ricapitalizzazione precauzionale dovrebbe essere facilitato per far fronte a eventuali fallimenti di mercato che limitino la capacità di banche solventi di finanziarsi e per prevenire rischi di contagio".

Per Visco "vanno rimossi gli ostacoli di carattere normativo che disincentivano la partecipazione degli investitori a iniziative di risanamento di una banca, ad esempio consentendo di prevedere tutele per gli apporti finanziari da essi forniti e rafforzando gli strumenti di intervento precoce a disposizione delle autorità di vigilanza, inclusa l'amministrazione straordinaria". 

Fondamentale procedere verso il consolidamento bancario in Italia. "Le banche", dice Visco, "devono sfruttare i vantaggi che una maggiore dimensione può apportare in termini di economie di scala e di solidità patrimoniale. Siamo consapevoli della complessità di un consolidamento, ma vanno rapidamente avviati lavori propedeutici per muovere in quella direzione, definendo progetti di interesse comune in materie quali l'innovazione tecnologica, la condivisione delle attività di supporto e dei relativi costi, lo sviluppo di sinergie nell'offerta dei servizi". 

Negli ultimi anni il sistema bancario italiano si è progressivamente rafforzato e anche la qualità del credito è migliorata. "L'attenzione nell'erogazione dei prestiti, unita alla pur modesta ripresa economica, ha contenuto il tasso di deterioramento. Politiche di accantonamento prudenti, una più efficace attività di recupero e il crescente ricorso alle cessioni hanno dato impulso alla riduzione delle esposizioni deteriorate", spiega Ignazio Visco. "Rispetto al picco del 2015, queste ultime si sono più che dimezzate, passando, al netto delle rettifiche di valore, da 196 a88 miliardi nello scorso marzo, e la loro incidenza sul totale dei finanziamenti e` scesa dal 9,8 al 4,2%".

Per il governatore di Bankitalia un modello di riferimento contro le crisi bancarie è l'esperienza statunitense della Federal Deposit Insurance Corporation

Segni di ripresa arrivano anche dalla redditività "in connessione con la riduzione delle rettifiche e la graduale diminuzione dei costi operativi". Il rendimento del capitale, "è tornato su valori positivi dal 2017. Anche le condizioni di liquidità sono progressivamente migliorate. Dalla fine dello scorso anno alcune banche hanno ripreso a emettere obbligazioni sui mercati all'ingrosso, sebbene a costi ancora elevati, superiori a quelli registrati nella primavera del 2018".

"La procedura di risoluzione definita a livello europeo è di fatto applicabile solo a un ristretto numero di grandi banche; in caso di crisi tutte le altre sarebbero sottoposte a liquidazione secondo le discipline nazionali, senza garanzia che ciò possa avvenire in modo ordinato evitando ripercussioni per la stabilità sistemica", ha proseguito Visco introducendo il tema delle crisi degli istituti di credito italiani.

Per questo, "sono urgenti iniziative europee per introdurre un regime di liquidazione che non comporti l'interruzione dell'attività aziendale, la vendita degli attivi a prezzi di saldo e conseguenze negative per i depositanti non protetti, la clientela, l'economia nel suo complesso". 

Per il governatore, "un modello di riferimento è rappresentato dall'esperienza statunitense della Federal Deposit Insurance Corporation, che prevede l'intervento dei sistemi di garanzia dei depositi nell'ambito di operazioni di cessione in blocco delle attività e delle passività della banca in liquidazione".

Un discorso ricco di temi e spunti quello di Ignazio Visco alla riunione milanese dell'Abi. Il governatore ha proseguito toccando un altro tasto dolente della normativa europea, quello degli aiuti di Stato. "E' necessario rivedere i rapporti fra la disciplina in materia di crisi bancarie e quella sugli aiuti di Stato", ha detto. 

"Oltre a rimuovere sovrapposizioni di competenze e a chiarire incertezze applicative, andrebbe discusso e riconsiderato il principio secondo cui le esigenze di tutela della concorrenza alla base della disciplina sugli aiuti di Stato prevalgono sempre sulle ragioni della stabilità finanziaria", ha aggiunto. 

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Altro intervento da realizzare è la revisione della direttiva BRRD che "rappresenterebbe l'occasione per un ripensamento delle attuali regole volto a rendere il quadro normativo europeo più flessibile e più consono alla natura dell'impresa bancaria". 

"Nell'Unione europea", precisa Visco, "si applicano a tutti gli intermediari molti standard regolamentari che sono stati concepiti, in realtà, per banche attive a livello internazionale. Ciò garantisce parità concorrenziale nel mercato interno e appronta un quadro robusto a presidio della stabilità ma comporta costi di compliance elevati per gli intermediari di dimensioni minori". 

Il problema è che "un quadro normativo eccessivamente complicato può divenire esso stesso fonte di rischio: può determinare incertezze nell'applicazione delle norme, incentivare lo sviluppo di attività al di fuori del perimetro regolamentato, comportare oneri sproporzionati per gli intermediari più piccoli o specializzati".

Uno dei gap italiani è quello della digitalizzazione dei servizi bancari. "In quest'ultima fase l'Italia ha pagatoil prezzo del ritardo con cui ha reagito all'apertura dei mercati a livello globale e al cambiamento tecnologico. È un ritardo che ha riguardato anche le banche, ora chiamate a rinnovarsi profondamente per affrontare la concorrenza, anche da parte degli intermediari non bancari, e per tornare a svolgere pienamente il loro compito principale, quello di finanziare l'economia", ha proseguito Visco.

Come ridare vigore agli investimenti in Italia? Secondo Visco serve "un piano organico, chiaro e coerente di misure e riforme orientate a favorire investimenti e crescita delle aziende, soprattutto di quelle innovative, che deve accompagnare una strategia credibile per la riduzione del peso del debito pubblico".

"I mercati", osserva ancora, "hanno risposto positivamente alle recenti decisioni del governo italiano e della Commissione europea; è la dimostrazione che è possibile innescare un circolo virtuoso tra politica di bilancio e condizioni finanziarie dal quale può derivare un impulso forte e duraturo all'attività economica".

Il messaggio del governatore al governo è chiaro: "Lo spread rispetto ai titoli tedeschi supera ancora di circa 70 punti i valori non bassi prevalenti nell'aprile del 2018" e, fa notare Visco, "rispetto alla Spagna, che come l'Italia ha fortemente risentito della crisi dei debiti sovrani, il differenziale di rendimento è di oltre 120 punti; era attorno a mezzo punto percentuale nell'aprile dello scorso anno". 

Se il calo dello spread continuasse e il costo del debito scendesse sotto il tasso di crescita nominale del Pil, "sarebbe più facile ridurre l'incidenza del debito sul prodotto. Il riassorbimento dello spread attenuerebbe anche i rischi per le condizioni di accesso al credito", anche perché, ha aggiunto Visco, "le tensioni sui titoli del debito pubblico hanno depresso le quotazioni obbligazionarie private e i corrispondenti prezzi di emissione, specialmente per le banche".

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