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Quaderno FinTech

Come il crowdfunding e l'e-commerce stanno cambiando il mondo risparmio. Lo studio Consob

Si chiama marketplace lending, il fenomeno a cui l'Autorità di vigilanza della Barsa e dei mercati ha dedicato un volume che va ad aggiungersi alla collana sul Fintech

Come il crowdfunding e l'e-commerce stanno cambiando il mondo risparmio. Lo studio Consob

“Marketplace lending: verso nuove forme di intermediazione finanziaria?”. Questo è il titolo del nuovo studio della collana FinTech pubblicato da Consob

Il marketplace lending è una forma di finanziamento alternativa che nasce dal mix tra l’applicazione al settore dei servizi finanziari di tecniche dell'e-commerce e il crowdfunding

Nel processo di trasformazione tecnologica in atto un’attenzione particolare va posta allo sviluppo di piattaforme digitali dirette a indirizzare il risparmio privato verso investimenti in capitale di debito di imprese e verso il finanziamento di individui.

Si tratta di un’attività comunemente chiamata di marketplace lending, forma di finanziamento alternativa a quelle tradizionali e riconducibile, per un verso, all’applicazione al settore dei servizi finanziari di tecniche di intermediazione digitale sviluppate nell’e-commerce e, per un altro, al più ampio ambito del crowdfunding.

La portata innovativa delle piattaforme digitali in oggetto è data dall’organizzazione originale di attività di finanziamento, propriamente creditizia (lending), nella prospettiva dei prenditori di fondi (imprese o individui), in un contesto di mercato d’investimento finanziario (marketplace), nella prospettiva dei datori di fondi (investitori).

Alla luce dei tassi di crescita registrati a livello globale, queste modalità d’intermediazione finanziaria sembrano rispondere in modo efficace a bisogni finanziari concreti, generando una serie di vantaggi sia per i crowd-borrower sia per i crowd-investor, producendo, tuttavia, anche i rischi tipici alla base delle finalità proprie della regolazione del sistema finanziario (tutela del risparmio; riduzione di asimmetrie informative, azzardo morale e selezione avversa; stabilità, buon funzionamento e competitività del sistema finanziario).

Il Quaderno FinTech oggi pubblicato contiene uno studio approfondito di questo fenomeno, mettendo in evidenza le ragioni economiche sottese al suo sviluppo e le problematiche che ne derivano, interrogandosi sull’efficacia dell’attuale assetto regolamentare anche attraverso un’analisi comparata delle discipline nazionali dei principali paesi europei e degli Stati Uniti. Un approfondimento, in quest’ottica, è realizzato sul processo di normazione in atto nell’Unione Europea con riguardo al crowdfunding.

Di particolare rilevanza nello studio è l’analisi dei principali modelli di business utilizzati dalle piattaforme digitali di finanziamento e delle loro modalità di funzionamento. Si coglie così un aspetto di estremo interesse per i policy maker (e per i regolatori, in generale) nell’ibridizzazione di attività d’intermediazione finanziaria (tradizionalmente distinte) che si realizza attraverso i servizi offerti dai lending marketplace ai loro utenti. 

La diversificazione delle “proposte d’investimento finanziario” operata dai gestori delle piattaforme in parola mediante la valutazione del merito creditizio dei prenditori di fondi costituisce un elemento di profonda innovazione rispetto a servizi di pura mediazione – via piattaforma digitale - tra finanziatori (investitori) e finanziati.

L’operatività delle piattaforme è così vagliata nello studio rispetto alle riserve di attività che presidiano il settore finanziario in senso lato (raccolta del risparmio e/o erogazione del credito; prestazione di servizi di pagamento; prestazione di servizi di investimento) e rispetto ad altre discipline applicabili (antiriciclaggio e usura; tutela dei consumatori e protezione dei dati personali).

Ne discende una riflessione sulle difficoltà delle attuali strategie normative di regolazione e di supervisione finanziaria portate avanti in Ue di stare al passo delle trasformazioni prodotte dall’innovazione tecnologica sulla struttura dei mercati dei servizi finanziari e sulla necessità di ripensare l’approccio complessivo della regolamentazione in una prospettiva di salvaguardia della capacità d’innovare degli operatori di mercato congiuntamente al “buon funzionamento” del sistema finanziario.

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