ecosistema digitale

Banca Generali con l’open banking nel mirino

Aumentano gli investimenti degli istituti di credito nel settore. Uno studio di Accenture ha mappato oltre 400 interazioni tra le principali banche europee e le società finanziare fintech

Investimenti, il 2019 sarà l'anno della rivoluzione tech

Banche e fintech viaggiano sempre di più a braccetto attraverso innovazione e crescita. Lo mette nero su bianco uno studio di Accenture che ha mappato oltre 400 interazioni tra le principali banche europee e le società finanziare fintech. Un dato che vale come una conferma: il passaggio da una fase sperimentale alla vera e propria adozione di nuove soluzioni digitali procede a passo spedito, anche grazie alle normative sull’Open banking.

L’orientamento a un ecosistema digitale è uno dei pilastri del nostro piano industriale al 2021 e l’evoluzione del fintech rappresenta una grande opportunità (Mossa, ad Banca Generali)

Sempre secondo lo stesso studio le banche che portano avanti la trasformazione digitale, aprendosi anche al mondo delle startup fintech (che propongono servizi finanziari innovativi), sono premiate dai mercati con una valutazione fino al 40% superiore a quella degli altri istituti.

In questo ambito dunque è utile rilevare quali sono i fattori che stanno spingendo la crescita del settore fintech. In primis la normativa PSD2, ossia la direttiva europea 2015/2366 entrata in vigore il 13 gennaio 2018.

A metà settembre di quest’anno questa norma sarà estesa e porterà alla definizione di nuovi standard di sicurezza per i pagamenti digitali. 

Questo nuovo impianto normativo ha inciso in maniera sostanziale sull’ecosistema dell’Open banking e stimola la nascita di nuovi player, spingendo gli attori tradizionali ad adeguarsi ai nuovi trend e alle nuove tecnologie, per rimanere competitivi sul mercato. Ma non si tratta solo di leggi imposte o di aggiornamenti forzati: questo cambiamento nasce per soddisfare i bisogni degli utenti finali. Un cliente su due nel mondo infatti chiede innovazione sotto forma di servizi bancari digitali.

Nel nostro Paese uno dei pochi casi di pen banking è rappresentato da Banca Generali che sta investendo con convinzione in questo ambito. Per accelerare l’istituto del leone alato ha messo in piedi un sistema di alleanze per creare un hub capace di integrare diverse piattaforme partner dove i propri private banker e clienti trovano costantemente servizi e soluzioni su misura.

Sono nate così due joint-venture: una con Saxo Bank nell’amministrato e nel trading, l’altra con Ubs Partner per lo sviluppo di un motore personalizzato nel robot for advisory a tutela dei portafogli. Una strategia che recentemente è stata illustrata dall’amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa.

“L’orientamento a un ecosistema digitale è uno dei pilastri del nostro piano industriale al 2021 e l’evoluzione del fintech rappresenta una grande opportunità per chi come noi punta sulla qualità nella relazione di fiducia tra il professionista e le famiglie”, spiega Mossa.

Anche chi si impegna a formare i manager di domani è molto attento al tema del Fintech. Come il professor Marco Giorgino  (in foto), docente di finanza e risk management del Politecnico di Milano che, in una recente tavola rotonda, ha spiegato: “Oggi il fintech può essere una grande opportunità per le banche che possono alimentare processi di innovazione e quindi fare quel salto anche culturale oltre che di trasformazione digitale che porterà a una serie di vantaggi per il futuro”. 

“In tal senso”, aggiunge Giorgino, “il 2019 sarà un anno importante per lo sviluppo del fintech in Italia, anche attraverso forme di collaborazione basate su open innovation con banche e assicurazioni”. Tanti attori, dunque, sotto l’ombrello del fintech e tra questi le banche con al centro di ogni progetto un obiettivo finale: semplificare la vita di tutti i giorni al più ampio bacino di persone possibile.

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