Vicenda bondholders Astaldi

Johnson arrestato e rilasciato, mentre scoppia il giallo della doppia identità

L'ex presidente del comitato, che in realtà si chiama Andrea Pompei, è stato arrestato a Roma per l'utilizzo di un documento di identità contraffatto

Comitato Bondholders Astaldi, è giallo

Un cantiere Astaldi (fonte, progettoitalianews.it)

La vicenda del Comitato bondholders Astaldi si arricchisce di un aspetto inatteso quanto clamoroso. Il presidente Nicholas Johnson, che lo scorso aprile si era reso irreperibile sparendo con la cassa stimata in trecentomila euro in realtà avrebbe anche un’altra identità.

L'ex presidente del comitato bondholders di Astaldi condivideva sulle chat del comitato foto dell’estratto conto del presunto padre

Secondo quanto riportato da Il Messaggero del 17 luglio, nella cronaca di Roma, il suo vero nome sarebbe Andrea Pompei, romano classe 1978 residente sulla Casilina. Johnson-Pompei è stato arrestato giovedì 11 a Roma e poi rilasciato.

Si era recato presso l'Agenzia postale di Via Terme di Diocleziano per prelevare cinquemila euro in contanti.

Il suo documento di identità ha però insospettito l'impiegato, che ha fatto partire i controlli da cui è emerso come il numero della carta di identità risultasse appartenere a una senzatetto che ne aveva denunciato lo smarrimento. 

Johnson-Pompei si è difeso affermando di aver cambiato nome negli Usa e di essersi affidato a un'agenzia per i documenti. La prossima udienza è stata fissata per il giorno 11 dicembre, mentre l'indagine sull'ammanco al comitato è ancora in corso. Anche in questo caso, Nicholas-Andrea si dice pronto a spiegare tutto, ma allora perché non anticipare i tempi e recarsi spontaneamente dai giudici? Se ci sono responsabilità di terzi, conviene anche a lui farle accertare.

Restano poi molti interrogativi sul comitato e il suo funzionamento: gli altri membri del consiglio direttivo non si sono mai accorti del doppio nome di Nicholas? Non sono state adottate misure di controllo interno? Perché i membri erano in possesso di potere disgiunto di firma sul conto corrente? Nessuno si è accorto che l'allora Nicholas Johnson stava svuotando il conto?

Anche la banca presso cui era stato aperto il conto, la Bcc del Tuscolo e dei Castelli Romani, dovrà spiegare quali documenti Johnson-Pompei ha presentato, e soprattutto come mai non si sia insospettita nel verificare un ingente deflusso di somme da un conto corrente intestato a un comitato.

Intanto emergono altri particolari sulla figura di Johnson ai tempi della sua presidenza del comitato bondholders Astaldi: per avvalorare la propria di immagine di esperto investitore presso gli sfortunati obbligazionisti Astaldi, affermava di essere figlio di un uomo d'affari italo-statunitense, detentore di un conto corrente dal saldo di ben ventiquattro milioni seicentomila euro e condivideva sulle chat del comitato Astaldi foto dell’estratto conto del presunto padre, come mostrato dall’immagine che alleghiamo. Da notare come Abi e Cab corrispondano a quella dell’Agenzia Unicredit Casilina B, nella zona cioè in cui abita Johnson-Pompei. 
 

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